Amazon diventa meno virtuale. E in attesa di aprire anche una quartier generale italiano inaugura ufficialmente il primo centro di distribuzione che dovrebbe migliorare il servizio per i clienti della Penisola. Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, è la sede del nuovo centro logistico, un gigantesco magazzino di 25.000 mq (come quattro campi da calcio) che si trova a 3-4 ore di distanza dal 60-70% dei clienti del negozio online.
Diego Piacentini, senior vice president di Amazon, all'inaugurazione del primo centro di distribuzione italiano
Una distesa di pannelli fotovoltaici copre il tetto del capannone, che assicurando l’energia a tutto lo stabile e ne destina una parte per soddisfare i consumi di un migliaio di famiglie, è l’altro dettaglio che completa il panorama della struttura. Nel gergo tecnico di Amazon il centro ha il nome di Mxp1 (da Malpensa l’aeroporto che qualcuno ha indicato erroneamente come più vicino). “
Significa che poi ci sarà anche un due e un tre”: questa l’assicurazione fornita da
Diego Piacentini, senior vice president del colosso del commercio elettronico, che immagina già un forte sviluppo della filiale italiana guidata da Martin Angioni.
Sotto la guida di Stefano Perego, responsabile di Amazon Logistic, pochi giorni fa è partito da Castel San Giovanni il primo ordine che ha puntato verso la Sicilia. Si tratta di una struttura ancora in fase di start up che lavora su tre turni, con alta intensità manuale e che non sfrutta fino in fondo l’altezza del capannone per velocizzare le operazioni (l’utilizzo di carrelli elevatori aumenterebbe, secondo Perego, i pericoli di incidenti). Al momento i pochissimi carrelli utilizzati possono muoversi solo lungo il perimetro e non utilizzano le corsie centrali della struttura.
Strutturata in modo simile a quello degli altri magazzini della multinazionale, la struttura piacentina se da una parte prevede che i best seller siano posti in un punto facilmente raggiungibile, dall’altra è organizzata in modo tale che i libri possano essere piazzati ovunque dai dipendenti. Il codice assegnato con il barcode (niente Rfid) li piazzerà su una mappa che riporterà le loro coordinate. Poi quando la stessa copia di un libro si troverà in troppi posti differenti toccherà al software lanciare l’allarme e dare il via alle operazioni di raggruppamento dei volumi.