Apple buca la quinta. Ma l’iPhone ora sa anche parlare

di Gianni Rusconi
pubblicato mercoledì 5 ottobre 2011

La casa di Cupertino spiazza tutti e lancia iPhone 4S: stesso design dell’attuale melafonino ma con un processore dual core e con la novità assoluta dell’assistente parlante Siri che riconosce e interpreta il linguaggio naturale. Reazioni contrastanti fra gli utenti, dove non mancano i delusi, nonostante il battesimo ufficiale di iOS 5 e della piattaforma di servizi iCloud.

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Guardando all’andamento del titolo Apple ieri a Wall Street, in discesa sui listini nell’arco della giornata di oltre il 5% per chiudere in negativo dello 0,56% a fine contrattazioni, si potrebbe anche dire che l’annuncio dell’iPhone 4S di ieri ha deluso le aspettative. Per lo meno quelle della comunità finanziaria, che aspettava (come tutti del resto) il tanto atteso e discusso melafonino di quinta generazione.

Dopo 15 mesi dal lancio dell’iPhone 4, per farla breve, gli investitori volevano vedere in mano al Ceo Tim Cook uno smartphone del tutto nuovo anche nel design e non solo migliorato nel motore e negli attributi multimediali - vedi il processore dual core A5 e la fotocamera da 8.0 megapixel con capacità di registrazione video in formato Hd 1080p - e nelle funzionalità, che regalano al popolo della Mela la primizia dell’assistente vocale Siri.

Tim Cook presenta l'iPhone 4S


L’iPhone 4S debutterà come da copione negli Usa il 14 ottobre e la novità a livello commerciale è la presenza, al fianco di AT&T e Verizon Wireless, di Sprint in veste di terzo carrier telco che distribuirà il prodotto in Nord America. La disponibilità su scala mondiale - 22 le nazioni interessate, fra cui anche l’Italia – è fissata invece entro la fine di questo mese. I prezzi sono i seguenti: 199 dollari per il modello da 16 GByte, 299 per quello da 32 GByte e 399 per il top di gamma da 64 GByte.

Si diceva di Siri, la tecnologia (dell’omonima software house acquisita da Apple nell’aprile di quest'anno) in grado di riconoscere il linguaggio naturale delle persone, elaborare la richiesta e fornire una conseguente risposta. Di fatto è l’unica grande innovazione che porta in dote il nuovo iPhone: si può parlare quindi di nuova rivoluzione del modo di concepire e utilizzare uno smartphone. Ognuno, fra analisti e semplici utenti, può trarre le conclusioni che ritiene più opportune e logiche.

Dal punto di vista pratico, l’iPhone 4S offre dunque la possibilità di avanzare una richiesta di qualsiasi genere (dove si trova il tal locale o che tempo farà domani, per esempio) e l’assistente intelligente in esso integrato (che al momento parla solo l’inglese, il francese e il tedesco) fornirà la debita risposta dopo aver interrogato social network, database e siti Web attraverso una sofisticata interfaccia semantica.

Philip Schiller, Senior Vice President di Worldwide Product Marketing di Apple, ha provato a le capacità del nuovo apparecchio e allargando il discorso a iOS 5 e iCloud ha sentenziato come “iPhone 4S è il miglior iPhone di tutti i tempi. Mentre la concorrenza cerca ancora di imitare l'iPhone con un mero elenco di funzioni, solo l’iPhone è in grado di offrire così tante innovazioni e di farle lavorare alla grande insieme”. L’avesse detto Steve Jobs avrebbe sicuramente avuto più effetto ma il capo carismatico della Mela sul palco non c’era e la sua assenza si è fatta sentire.

Philip Schiller, Senior Vice President di Worldwide Product Marketing di Apple, e i prezzi degli iPhone


Certo non si può trascurare il fatto che iPhone 4S si presenta con a bordo iOS 5 e con oltre 200 novità funzionali integrate nel sistema operativo, fra cui spiccano l’integrazione con Twitter e iMessage, un nuovo servizio di messaging che consente di scambiare facilmente messaggi di testo, foto e video tra tutti gli utenti iOS 5. E non si può dimenticare neppure che grazie a iCloud (la piattaforma sarà attivba a partire dal 12 ottobre negli Usa, entro la fine dell’anno il lancio in Europa, e sarà gratuita) si apre ufficialmente per gli utenti Apple l’era del cloud computing, con la possibilità di archiviare in modo automatico e in modalità wireless i contenuti nella nuvola e trasferirli su tutti i dispositivi made in Cupertino (iPhone, iPad, iPod touch, Mac) e anche sul pc sfruttando la tecnologia push e senza passare da iTunes.

Rimane però la sensazione, e lo si legge dai commenti apparsi su diversi blog finanziari e tecnologici, che la prima di Cook non abbia generato gli entusiasmi che qualcuno invece dava per scontati o quasi in relazione alla presenza dell’iPhone 5. Dal nuovo Ceo è invece arrivata la puntualizzazione che Apple detiene oggi il 5% del mercato globale dei cellulari (una quota impressionante considerando che appartiene a una sola famiglia di prodotto) e che ha permesso agli sviluppatori di guadagnare tre miliardi di dollari grazie alle apps scaricate dall’App Store (i download sono arrivati a 18 miliardi).

C’è però una questione di fondo molto importante che molti osservatori mettono in tavola per “difendere” l’annuncio in tono minore di ieri: la tecnologia vocale per il riconoscimento del linguaggio naturale e l’interpretazione dello stesso in chiave di ricerca e i servizi cloud a bordo di uno smartphone aprono una nuova frontiera. Apple, pur non dichiarandolo, sembra aver fatto un nuovo passo in avanti nell’era post-pc, dove tutto sta nella Rete e tutto è a portata di touch. E, da ieri, della nostra voce.

 
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