Assintel: il mercato It torna in attivo, ma con fatica

di Gianni Rusconi
pubblicato martedì 11 ottobre 2011

Il consuntivo stimato per il 2011 per la spesa informatica è pari a 19,2 miliardi di euro, con un incremento del 2,2% rispetto al 2010. Ma solo i servizi cloud, il cui giro d’affari andrà oltre i 393 milioni di euro, promettono incrementi consistenti nei prossimi tre anni. Alfredo Gatti, managing director di NeXtvalue, che ha realizzato la ricerca: 'il problema è nel sistema Paese'.

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La prima metà dell’anno non era stata male. Poi ci si è avvicinati al’estate e tutto è cambiato, tanto che Giorgio Rapari, presidente di Assintel, nell’introdurre i lavori della presentazione del Rapporto 2011, ha parlato apertamente di un terzo e quarto trimestre “abbastanza difficili”. E ha messo l’accento polemico su due questioni: il fatto che dal governo non siano giunte risposte riguardo i cinque punti di azione sollecitati dalle Associazioni di categoria (e per questo all’evento romano di domani Brunetta, Romani o chi per loro non sono stati invitati) e che lo sviluppo del Paese è ancora a macchia di leopardo.

Il mercato It crescerà nel 2011 del 2,2% a 19,2 miliardi


Nonostante questo scenario poco rassicurante, l’It cresce, seppur a fatica. Secondo le stime di Next Value, che come di consueto ha realizzato il report 2011 dell’associazione di Confcommercio, dagli oltre 19,2 miliardi di euro dello scorso anno (quando la flessione fu del 7,6%) si arriverà a sfiorare quota 19,7 miliardi, con un incremento del 2,2%. Non c’è comunque da esultare troppo, visto e considerato che il 63% delle imprese ha fatto chiaramente intendere come i loro budget It rimarranno stazionari nei prossimi 12 mesi e che il 19% pensa addirittura di ridurli.  

A suggerire qualche speranza è la crescita del giro d’affari dei servizi cloud, passato dai 280 milioni di euro del 2010 ai previsti 393 milioni per quest’anno e destinato a coprire circa il 7% dell’intero mercato IT. Che il computing a nuvola sia una realtà in forte espansione lo dice la previsione di crescita del fatturato per i prossimi tre anni, pari al 32%. Nello specifico, secondo Nextvalue, il Saas (Software as a service) si prenderà la fetta maggiore degli investimenti con circa 260 milioni di euro, poi vengono le soluzioni Iaas (Infrastructure as a service) con 91 milioni e quindi i progetti Paas (Platform as a service) che non va oltre i 40.

Come di consueto, la spinta maggiore per la crescita della spesa It - 4,2 miliardi di euro arrivano dai servizi, 9,2 miliardi dal software e 5,8 miliardi dall’hardware – è fornita da banche e industria, due settori che hanno ricominciato a investire con ritmi di incremento fra il 2 e il 3%. Buona la performance del consumer, attorno al 6%, mentre crollano le micro imprese e soprattutto la Pubblica amministrazione, enti locali e Sanità compresa, che allontana i sogni relativi alla modernizzazione e alla digitalizzazione dei servizi pubblici.

Per i servizi cloud si parla di un giro d'affari di 393 milioni di euro nel 2011 e un Cagr del 32% fino al 2014


Il 51% della spesa It, altro dato di sintesi molto interessante, arriva dalle grandi imprese, circa 1.200 aziende, alle quali bisogna aggiungere gli investimenti delle medio-grandi organizzazioni che valgono un ulteriore 10% della torta complessiva. Il 7% del mercato informatico italiano è coperto  dalle medie aziende, il 9% dalle medio-piccole, stessa percentuale per piccole mentre il restante 14% proviene metà ciascuno dalle microaziende e dal segmento consumer.

Della totalità della spesa, questo dice ancora il rapporto Assintel, il 57% è destinata a gestire l’esistente, il 24% va alle attività di sviluppo e adeguamento e il 19% è destinato ai nuovi progetti e all’innovazione. Secondo l’analisi compiuta da Alfredo Gatti, managing director di Next Value, le strategie delle aziende puntano all’ottimizzazione dei costi e alla reingenierizzazione dei processi con le grandi imprese che continuano a considerare strategico l’impiego dell’It mentre le medie puntano a un utilizzo più tattico.

L’attività dei Cio, nel 2011, sarà guidata nel 20% dei casi censiti dalle logiche di supporto dei client, nel 34% dalle tecnologie e nel 56% dai processi. Quest’ultima percentuale è l’unica destinata a crescere nei prossimi due anni. Mobility (che prende il 59% dei consensi), new analytics (50%), virtualizzazione (49%), cloud computing (41%), security (37%) e social media (24%) sono invece le tecnologie più interessanti per i prossimi tre anni.  

Dallo stesso Gatti, però, è arrivato anche una dura critica alla scarsa reattività del sistema Italia: “il nostro Pil ci colloca all’ottavo posto nella classifica mondiale per ricchezza prodotta ma abbiamo un debito pubblico che è migliore solo di quelli di Giappone e Grecia. E nella classifica dei rischi il nostro rating (A2 e A di Moody e S&P, ndr) parla da solo. Il problema è nel sistema Paese”. E non è mancata neppure una sana dose di pragmatismo: “l’IT – ha infatti aggiunto Gatti - è la leva dell’economia digitale ed è la quinta utility italiana. È un mercato in crescita rispetto al 2010 ma di fatto stiamo lentamente risalendo la china e siamo ai livelli di spesa di 18 mesi fa”.

Ha collaborato Luigi Ferro

 
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