“È stato un anno difficile, condizionato dalla crisi delle economie mature e da fattori imprevedibili di natura naturale che hanno ostacolato sensibilmente la dinamica di crescita. L’ultimo esempio arriva dalla Thailandia, dove è finito sotto due metri d’acqua uno dei poli produttivo più importanti al mondo per gli hard disk. Evento che sta impattando in modo assai significativo sulla disponibilità e sui costi di questi componenti e che potrebbe andare a ridurre nel 2012 anche del 30-40% non solo la capacità dei produttori di dischi ma anche quella dei vendor di pc”.
Andrea Galbiati, country manager di AsusTek Italy
Il quadro disegnato da Andrea Galbiati, country manager di Asus per l’Italia, in occasione dell’evento di presentazione del nuovo Eee Salte B121 non è certo dei più rassicuranti. Il rischio che lo shortage degli hard disk provochi seri problemi ai produttori di computer è elevato e lo stato dell’economia (italiana in primis) non lascia molto adito a facili entusiasmi. Eppure Asus ha diversi motivi per brindare sotto l’albero.
La casa taiwanese è convinta di continuare a crescere in termini di fatturato - 12 miliardi di dollari il target fissato per il 2012, in salita del 25% rispetto al 2011, per ciò che concerne le attività legate al marchio – e consolidare la quinta posizione a livello mondiale nella classifica di vendita dei pc.
E non solo: rafforzare il ruolo di seconda forza (dietro Lenovo) in un mercato chiave come la Cina e ribadire lo status di market leader nei notebook in alcuni specifici Paesi. Come l’Italia,
dove la multinazionale asiatica primeggia con una share superiore al 30%.
Nel nostro Paese l’anno non è iniziato bene ma – osserva Galbiati – “abbiamo registrato un decollo importante di domanda a partire da metà primavera in tutti i segmenti, fatta eccezione per i provider telco. Il netbook è tornato a essere un oggetto interessante come soluzione ponte per il fatto di essere un prodotto a basso prezzo e per Asus è stato un prodotto fondamentale per la crescita sul mercato italiano,
dove sviluppiamo il 60% del nostro business con l’utenza aziendale e dove abbiamo iniziato a vendere anche i desktop, un segmento che vale ancora circa 800-900mila pezzi l’anno”.