Big data e oltre, è sfida a colpi di acquisizioni

di Valentina Bernocco
pubblicato venerdì 10 febbraio 2012

Fare prorpie tecnologie capaci di velocizzare e ottimizzare la gestione di quantità di dati sempre maggiori: questa la strategia competitiva che si sta delineando per colossi dell’IT come Cisco, Microsoft e IBM. Tutti in cerca di nuovi servizi di storage, cloud, analytics e sicurezza.

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L’esplosione dei dati favorirà l'ulteriore espansione già grandi colossi dell’IT, attraverso fusioni e acquisizioni societarie che nei prossimi anni e nel 2012 stesso riguarderanno compagnie come Cisco, IBM, Google e Microsoft. Questa la previsione tracciata da alcuni analisti e anticipata da una serie di dichiarazioni di rappresentanti legali e top manager di diverse società raccolte da Bloomberg in un interessante articolo di scenario.

Secondo un recente rapporto della società di ricerca IDC, la questione dei big data, la diffusione delle tecnologie mobile e il cloud comporteranno “massicci investimenti e decisioni cruciali”. Il volume delle informazioni digitalizzate potrebbe gonfiarsi dai 2,7 zettabytes di quest’anno – l’equivalente di 2,7 miliardi di desktop iMac top di gamma riempiti fino al massimo della capacità – fino a 8 zettabytes entro il 2015. Cisco stima inoltre che nel 2015 la quantità di dati transitanti dalla rete Internet ogni cinque minuti eguaglierà quella di tutti i film mai prodotti nella storia del cinema.

Come gestire questa  inarrestabile marea di bit e byte? Nella strategia dei grandi player, l’acquisizione diventa uno strumento per garantirsi più capacità di storage e nuovi servizi di analytics e security da offrire alle (grandi) aziende clienti. I primi segnali di questa nuova tendenza si sono già intravisti nel 2011: tra le grandi operazioni dello scorso anno c'è stata quella inerente Autonomy, acquistata Corporation da parte di Hewlett-Packard con una mossa costata 10,3 miliardi di dollari e mirata ad ampliare l’offerta di servizi cloud della casa di Palo Alto.

“Autonomy – così aveva commentato all’alba dell’operazione l’ex presidente e Ceo di Hp Léo Apotheker – ci porta in dota soluzioni business a valore aggiunto che aiuteranno i nostro clienti a gestire l’esplosione delle informazioni. Insieme ad Autonomy puntiamo a reinventare il modo in cui i dati, strutturati e non, vengono processati, analizzati, ottimizzati, automatizzati e protetti”. A novembre la nuova Ceo Meg Whitman aveva poi dichiarato che la compagnia non sta pianificando grandi acquisizioni per il 2012, ma che potrebbe essere in cerca di accordi con società fornitrici di software.

Altrettanto decise le dichiarazioni di Cisco, che in novembre affermava di voler continuare la propria strategia “aggressiva” di acquisizione di tecnologie. La storia del gigante del networking californiano, d’altra parte, è segnata da qualcosa come 150 operazioni di mergers & acquisitions, e il futuro si prospetta altrettanto denso, considerando che la compagnia può contare attualmente su una liquidità di 44,4 miliardi di dollari. 


 
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