Qualche settimana fa avevamo chiesto a
Gianfranco Naso da poco più di un anno e quattro mesi
country manager di Bmc Italia, come andassero le cose in azienda.
I dati di bilancio, ora finalmente resi pubblici (
BMC Software chiude bene l'anno fiscale), costituiscono certamente un punto importante e aiutano a inquadrare quanto il manager italiano ci aveva raccontato.
I quasi 2 miliardi di dollari di fatturato, in crescita leggera ma in crescita nell'anno orribile per grandissima parte delle società di software, sono la dimostrazione che il gran lavoro fatto nel corso del 2008 e 2009 ha premiato BMC.
Gianfranco Naso, country manager BMC Italia
E prendiamo le mosse, nella chiacchierata con Gianfranco Naso, proprio dallo stato delle cose fino allo scorso marzo, chiusura dell'anno fiscale della società americana.
"Due sono le cose che mi sembrano degne di rilievo. Un articolo su Yahoo! Finance a inizio primavera che metteva in luce che CA taglia mille posti di lavoro e contemporaneamente BMC ne assume 406 nel mondo. Considerando che CA ha almeno il doppio delle nostre dimensioni, la cosa fa un certo effetto.
Ancora più effetto fa il fatto che lo scorso anno, nonostante il clima pesantissimo dell'industria, i nostri dati sono stati ottimi e nel secondo e terzo trimestre abbiamo raggiunto e superato il numero di licenze software. Ciò che ha sicuramente premiato è la forte focalizzazione.
Noi non vendiamo hardware. Neanche uno spillo. Noi sviluppiamo software che si limita al disegno e al governo delle soluzioni applicative e diamo supporto ai nostri partner, tra i quali per esempio Accenture è uno dei più noti tra i system integrator, che forniscono ai clienti aziendali i servizi professionali.
Non siamo rimasti in molti a offrire 'pure software solutions'. Basti leggere quanto si diceva tempo fa a proposito anche di SAP e Oracle che hanno reputazione di software vendors ma che traggono la grandissima parte del fatturato dai servizi correlati alle vendite software. Insomma,
questa purezza e questo impegno totale al software e alla sua ottimizzazione ci viene riconosciuto e premiato dal mercato".
Mi può chiarire meglio il lavoro di Business Service Management?"Lo sviluppo dell'Information Technology in azienda è andato avanti per troppi anni a sylos, ossia a compartimenti stagni che risolvevano ciascuno uno specifico problema. E' così emersa la necessità che
l'IT pensasse un po' meglio a mettere efficienza al proprio interno. Ed è intervenuta la virtualizzazione che permette di ridurre l'hardware e massimizzarne l'utilizzo grazie alle macchine virtuali. Ma montare e smontare una macchina virtuale richiede a sua volta competenze e ottimizzazioni per avere una visione completa di ogni componente coinvolto. Se, com'è il caso concreto, si arriva a estendere questa visione onnicomprensiva alle applicazioni, siamo a ciò che viene coperto dal lavoro di chi fa Business Service Management. BMC fornisce una piattaforma modulare, accessibile e integrata per fornire questa visione olistica dell'IT aziendale, delle applicazioni, dei software coinvolti, degli hardware necessari".
Una cosa che interessa particolarmente le grandi imprese. E le piccole?"Il dato italiano ed europeo smentiscono questa visione.
Il 75% del nostro fatturato arriva dalla piccola e media impresa italiana. E a livello europeo siamo a circa il 45%"
E la Pubblica Amministrazione?"Siamo presenti nella PA tramite partner.
Il sistema decisionale e di pagamenti della PA italiana mal si conciliano con una società quotata in borsa negli Usa".
Mi dica della presenza di BMC in Italia"La società è presente dal 1980. Io la guido da un anno e 4 mesi, quindi la sua affermazione e crescita non dipendonocerto da me. Siamo un centinaio di persone in totale. Un numero che continua a crescere con personale specialistico. Con le nostre dimensioni anche poche unità in più all'anno fanno la differenza e ribadiscono la tendenza positiva. E cresciamo, anno dopo anno. La nostra crescita è anche merito delle partnership importanti.
Accenture è una di queste. Ma anche
Cisco, quando ha intrapreso la strada di offrire soluzioni per data center, ha deciso di avvalersi delle nostre tecnologie. Come pure
VMWare, Dell. Altro fattore importante dell'azienda sono le acquisizioni di piccole aziende molto forti in nicchie specializzate. Quando le macchine virtuali di un data center erano 100 si riuscivano a governare. Ora sono un ordine di grandezza in più e non puoi riuscire a tenerle sotto controllo se non utilizzi strumenti di gestione automatica. E noi ci siamo rafforzati proprio in questo con BladeLogic. Con Phurnace Software automatizziamo il rilascio delle applicazioni. Se l'azienda si è dotata di strumenti ITIL (Information technology Infrasctucture Library), di problem solving, di un'architettura orientata ai servizi (SOA), ora può delegare agli automatismi la configurazione delle risorse fisiche necessarie all'applicazione.
L'IT, infatti, è stato finora un processo molto artigianale. Ora è il momento dell'industrializzazione. Ancor più se pensiamo al
crescente ruolo che avranno i servizi fruibili e acquistabili on demand dalla Cloud".
Avete già esperienze in tal senso?"Certamente. Gli
Amazon Web Services basati su EC2 sono dimensionati e orchestrati tramite tecnologie BMC. E in Europa stanno partendo diversi progetti del genere, tutti basati su nostre tecnologie perché con la nostra automazione si accelera il time to market delle soluzioni. E ancora: 9 su 10 dei grandi outsourcer utilizzano nostre tecnologie".
E in Italia?"Abbiamo il caso dell'
HyperCed di
TSF, la società che fa capo ad
AlmavivA e che fornisce servizi a Trenitalia. Dovendo pensare al proprio futuro strategico hanno selezionato Cisco per qualificarsi con il massimo dei controlli e del risparmio per l'energia, il cablaggio, il networking, il monitoraggio. Insomma un data center che si propone come totalmente green Poi si sono dotati di una infrastruttura per la governance dei processi, ossia del nostro
CMDB, Configuration Management DataBase, che ha un unico repository per le configurazioni hardware e software e degli applicativi. Sopra questo strato si collocano il change management, l'impact analisys e altro ancora. Così sono pronti a offrire al mercato ciò che al cliente serve ottimizzando al meglio la propria infrastruttura".
Qual è la sensazione che lei ha a proposito del Cloud Computing?"Noi abbiamo già alcuni servizi, come quelli offerti da Remedy, che vengono proposti mediante
SalesForce.com. Anche gli utenti di BlackBerry possono accedere a Remedy usando la cloud dal telefono mobile. Insomma, c'è molto fermento e attenzione. D'altro canto le cose vanno così in fretta che anche i dubbi di cui si sente parlare a proposito della sicurezza, della riservatezza dei dati, vengono superati dall'incalzare delle cose. Basti vedere come i social network hanno reso d'un colpo obsoleti tanti dubbi sull'interazione online tra le persone. Le cose accadono e bisogna correre almeno con la stessa velocità".