Chi uscirà vincitore dalla guerra dei brevetti?

di Gianni Rusconi
pubblicato giovedì 18 agosto 2011

Htc contro Apple, Apple contro Samsung. E poi le accuse di Google a Microsoft, Apple e Oracle di congiurare ai suoi danni. La questione “patent” è diventata prioritaria nell’economia futura dell’industria mobile. E qualcuno, come Kodak, cerca di massimizzare la situazione.

Indice:
Htc che chiede il ritiro di iPhone e iPad dagli esercizi commerciali degli Stati Uniti accusando Apple di violazione dei brevetti e pretendendo dalla società di Cupertino un risarcimento danni triplo per “infrazione consapevole” è solo l’ultimo episodio dell’ormai infinita battaglia sui patent: fra i le grandi firme dell’industria mobile. Ormai non passa giorno senza che arrivi notizia di una nuova causa o di accuse mosse in forma scritta da una compagnia nei confronti di un’altra. E la sensazione è che il tormentone in questione sia tutt’altro che all’epilogo.

La mossa con cui Google si è portata casa Motorola e i suoi 17mila brevetti ha ulteriormente agitato le acque. La società di Mountain View aveva giorni addietro, per bocca del suo Chief legal officer, sparato a zero contro Apple, Microsoft e Oracle – accusandole di congiurare insieme ai danni di Android – e poi ha calato l’asso da 12,5 miliardi di dollari per acquisire uno dei produttori che avevano sposato la causa del suo sistema operativo mobile, contribuendo a portarlo ai vertici del mercato smartphone. Rispondendo di fatto al consorzio capitanato da Apple, Rim e Microsoft che ha rilevato i brevetti di Nortel per 4,5 miliardi di dollari.

Apple contro Samsung sui tablet: battaglia legale senza esclusione di colpi


Altrettanto clamore sta suscitando la querelle fra Apple e Samsung. La società della Mela prima ha “imposto” alla seconda di ritardare il lancio del Galaxy Tab 10.1 in Australia, poi ha avviato causa alla rivale in Europa trovando la compiacenza – sottoforma di ingiunzione preliminare - del tribunale di Düsseldorf per bloccare le vendite del tablet in tutti i negozi della Ue (Olanda esclusa). Due giorni fa il colpo di scena: il giudice sospende il bando, limita lo stop solo alla Germania e fissa una nuova udienza per il 25 agosto.

Emerge quindi un clamoroso retroscena: Apple, secondo alcune voci, ovviamente non confermate, avrebbe falsificato le carte giudiziarie amplificando artificiosamente le similitudini estetiche tra l’iPad e il Galaxy Tab. E il sito sito olandese Webwereld rincara la dose: le immagini presentate da Apple come documentazione riportano una versione precedente del tablet di Samsung, che risulta più simile alle dimensioni della tavoletta di Apple.
 
In questo tourbillon tecnologico animato da avvocati e giudici di corti distrettuali è salita alla ribalta delle cronache anche una società sconosciuta ai più come InterDigital, azienda specializzata in soluzioni wireless che ha dalla sua un portafoglio complessivo di 19mila brevetti relativi a tecnologie per le reti di quarta generazione che entreranno in funzione anche in Europa nei prossimi anni.


Samsung, che con questa compagnia ha stretto un accordo pluriennale di licensing nel 2008, è in pole position per mettervi le mani ma della partita sono anche Apple, Nokia e Qualcomm, mentre la stessa Nokia, Huawei e Zte sono i produttori accusati di aver violato alcuni brevetti di tecnologie 3G. A inizio settembre è prevista la chiusura dell’operazione di vendita di InterDigital in mano a Evercore Partners e Barclays Capital.

In questo scenario speculativo e del tutto contro tutti si muove anche Eastman Kodak. La compagnia americana versa in brutte acque dal punto di vista finanziario – ha chiuso in perdita cinque dei bilanci degli ultimi sei anni e il suo titolo in Borsa è ai minimi storici – e vuole mettere a frutto i suoi oltre 1.100 brevetti relativi a tecnologie di digital imaging utilizzate anche negli smartphone.

In attesa di capire se dalla causa mossa contro Apple e Research in Motion per presunta violazione di alcuni copyright relativi a tecnologie utilizzate negli iPhone e nei BlackBerry (causa in attesa di giudizio da parte dell'International Trade Commission) potrà ottenere un indennizzo da un miliardo di dollari, la storica società americana può incassare la valutazione espressa dalla banca di investimenti californiana MDB Capital Group. I patent di Kodak valgono secondo la stima degli analisti tre miliardi di dollari. Ed è per questo che Kodak diventa automaticamente una preda molto ambita per i colossi dei telefonini, da Samsung a Microsoft per non dimenticare la stessa Apple.

 
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