Cisco: il traffico Internet quadruplicherà entro il 2015

di Emilio Mango
pubblicato mercoledì 1 giugno 2011

Cisco ha divulgato i risultati del Visual Networking Index Forecast, uno studio sul traffico Internet che abbraccia il periodo 2010-2015. I risultati sono impressionanti: tra 4 anni saranno collegati in Rete 15 miliardi di dispositivi.

Indice:
Giunto alla sua quinta edizione, il VNI Forecast di Cisco (per esteso Virtual Networking Index) tenta di stimare e monitorare il traffico IP che corre sulla Rete. Ieri è stato divulgato il rapporto completo e dettagliato, disponibile anche Paese per Paese.
I dati eclatanti non mancano, come aveva anticipato già David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia, nel corso di una preview per la stampa.

Quello che forse riassume meglio il potenziale "congestionamento" della Rete tra pochi anni, per la precisione nel 2015, è il numero totale dei device che vi saranno collegati: 15 miliardi. Più o meno cinque per ogni essere umano che potrà sfruttare connessioni a banda larga; Cisco infatti stima in 3 miliardi gli utenti Internet fra 4 anni, il 40% della popolazione della terra.

Il traffico Internet annuale sfiorerà lo Zettabyte entro il 2015.



Della marea di dati rilasciati con il VNI, consultabili nel rapporto completo, ce ne sono alcuni particolarmente significativi, sia a livello mondiale sia per il nostro Paese. Per quanto riguarda il traffico, il tasso di crescita composto annuale, ad esempio, tocca il 34%, spinto soprattutto dall'utilizzo di video (in tutte le forme, dallo streaming Tv alla videoconferenza), che nel 2015 rappresenterà il 61% del traffico totale.

Per quanto riguarda l'Italia, dal VNI non arrivano cattive notizie, anzi. Il traffico aumenterà di sei volte entro il 2015, con un tasso composto del 41%, decisamente più alto della media mondiale (e così, forse, recupereremo un po' il gap che oggi ci penalizza rispetto ai Paesi più evoluti).

Anche nel nostro caso, sarà il video a trainare la crescita: nel 2010 pesava il 28% del traffico totale, nel 2015 arriverà al 64%, una percentuale che si traduce in un miliardo di ore di video trasmesse da Internet al mese.

A questo punto, la domanda è: la rete a banda larga italiana reggerà questo "superlavoro"?

I dati del VNI riassunti in una tabella.



 
Commenti dei lettori (3)
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Commento di alpa pubblicato in data 02 giugno 2011 alle ore 17:37
"così, forse, recupereremo un po' il gap che oggi ci penalizza rispetto ai Paesi più evoluti"

Il rapporto Cisco considera 16 paesi, tra cui l'Italia, che quindi (secondo Cisco) è uno dei paesi più interessanti.

Considerando la popolazione, gli utenti video italiani sono il 21%, più o meno come la Cina e la Germania, dietro solo a 5 paesi (Francia e Giappone, che dovremmo raggiungere tra cinque anni, Corea, Stati Uniti e Regno Unito) e davanti agli altri 8 (tra cui Australia, Brasile, Canada, Nuova Zelanda, Russia)

Non vedo tutto questo gap.
Commento di InternetCrazia pubblicato in data 03 giugno 2011 alle ore 08:27
secondo me l'unico gap nostro è l'approccio politico verso internet...c'è un notevole menefreghismo misto a paura..tutto quì.
Commento di Emilio pubblicato in data 03 giugno 2011 alle ore 09:24
Se posso permettermi, penso che il gap di cui parla l'amministratore delegato di Cisco sia riferito non al numero di utenti o alla percentuale di utilizzo dei contenuti video, ma alla disponibilità di banda larga su tutto il territorio nazionale, un problema annoso che in tutti i "salotti buoni" dell'hi-tech italiano si affronta, a parole, da tempo.
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Azienda: Cisco Systems
Parole chiave: Networking
 
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