Giunto alla sua quinta edizione, il VNI Forecast di
Cisco (per esteso
Virtual Networking Index) tenta di stimare e monitorare il traffico IP che corre sulla Rete. Ieri è stato divulgato il rapporto completo e dettagliato, disponibile anche Paese per Paese.
I dati eclatanti non mancano, come aveva anticipato già
David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia, nel corso di una preview per la stampa.
Quello che forse riassume meglio il potenziale "congestionamento" della Rete tra pochi anni, per la precisione nel 2015, è
il numero totale dei device che vi saranno collegati: 15 miliardi. Più o meno cinque per ogni essere umano che potrà sfruttare connessioni a banda larga; Cisco infatti stima in 3 miliardi gli utenti Internet fra 4 anni, il 40% della popolazione della terra.
Il traffico Internet annuale sfiorerà lo Zettabyte entro il 2015.
Della marea di dati rilasciati con il VNI, consultabili nel
rapporto completo, ce ne sono alcuni particolarmente significativi, sia a livello mondiale sia per il nostro Paese.
Per quanto riguarda il traffico, il tasso di crescita composto annuale, ad esempio, tocca il 34%, spinto soprattutto dall'utilizzo di video (in tutte le forme, dallo streaming Tv alla videoconferenza), che nel 2015 rappresenterà il 61% del traffico totale.
Per quanto riguarda l'
Italia, dal VNI non arrivano cattive notizie, anzi. Il traffico aumenterà di sei volte entro il 2015, con un tasso composto del 41%, decisamente più alto della media mondiale (e così, forse, recupereremo un po' il gap che oggi ci penalizza rispetto ai Paesi più evoluti).
Anche nel nostro caso, sarà il video a trainare la crescita: nel 2010 pesava il 28% del traffico totale, nel 2015 arriverà al 64%, una percentuale che si traduce in un miliardo di ore di video trasmesse da Internet al mese.
A questo punto, la domanda è: la rete a banda larga italiana reggerà questo "superlavoro"?
I dati del VNI riassunti in una tabella.