In tempi rapidi il cloud computing inizia a riscuotere l’interesse delle aziende italiane. Soprattutto di quelle più grandi. Idc ha anticipato i dati di un’indagine in corso di svolgimento presso più di mille aziende italiane con oltre 50 addetti, dalla quale risulta che il 31% sta già adottando soluzioni cloud, il 22% ci sta pensando e il 47% non ne ha la minima intenzione.
“E’ un dato confortante – osserva Daniela Rao, Tlc research director di Idc Italia – anche perché riguarda soprattutto le grandi aziende con oltre cinquecento dipendenti. Come è sempre successo per quanto riguarda la storia dell’It in Italia, le grandissime imprese si muovono per prime perché hanno l’esigenza di ottimizzare i loro sistemi informativi e hanno visto nel cloud l’opportunità di sviluppare progetti che riguardano l’utilizzo delle risorse informatiche”.
Una certa penetrazione riguarda anche la fascia appena più bassa del mercato e si indirizza soprattutto verso l’Infrastructure as a service (Iaas). Mentre le medie prediligono l’approccio infrastrutturale, le grandi aziende puntano verso data center innovativi.
La forte presenza di grandi aziende fa sì che in questo momento, secondo l’indagine di Idc, fra le aziende già salite sulla nuvola sia importante la fetta della torta riservata al private cloud. Maggiore interesse, e maggiori livelli di adozioni, è per il cloud pubblico, dove basta fare del semplice storage online per entrare a fare parte del gruppo. E la versione ibrida del cloud che tutti pensano sarà dominante almeno nell’immediato futuro?
“La previsione – secondo Rao - è che il modello ibrido conquisti
maggiore spazio nei prossimi anni. Bisogna tenere conto che quello
relativo al cloud computing è un percorso di trasformazione che ci terrà
in ballo per dieci anni. E in tutto questo – aggiunge ancora l’analista
- è pensabile che il concetto di ibrido sarà l’ipotesi dominante”.
Il percorso attuale è però lontano dalle aspettative della prima ora. In molti pensavano che le piccole e medie aziende sarebbero state le prime a essere toccate dalla passione per la nuvola e invece hanno di nuovo deluso. “Ci si aspettava un movimento che partisse dal basso – dice la manager di Idc - e invece la cautela domina”.
Quello della nuvola continua a essere considerato un modello ideale per
le imprese di minori dimensioni ancorate a modelli di hosting e storage
di base. Lo sanno gli analisti, gli operatori di mercato, ma a quanto
pare non le aziende, che non hanno offerto grandi riscontri neanche alla
Nuvola di Telecom Italia. A un anno dal lancio ha raccolto circa 1.500
clienti, soprattutto di medie e grandi dimensioni.
“Il risultato
conferma che il mercato è lento – è il commento di Rao – ma siamo anche
all’inizio di un processo che stravolgerà l’offerta soprattutto delle
telco: mano a mano che la domanda salirà verso le applicazioni, gli
operatori rischiano di perdere il loro ruolo e pur rimanendo importanti
per data center e infrastruttura potrebbero vedere in futuro vedere la
loro azione limitarsi. E per questo si orientano verso marketplace
evoluti”.