Con i Big Data prende vita il social media marketer

di Andrea Boscaro
pubblicato lunedì 9 gennaio 2012

Le aziende sono alle prese con la crescita esponenziale delle informazioni generate dall’utilizzo degli strumenti del Web 2.0 e dai dispositivi mobili sempre connessi e si stanno attrezzando per metterle al servizio del business. Affidandosi alle tecnologie e a una nuova figura professionale.

Indice:
Tutti i fenomeni legati allo sviluppo del digitale negli ultimi dodici mesi e soprattutto tutte le tendenze che possono essere osservate vanno nella stessa direzione: la produzione di dati sarà sempre più ingente, in virtù della diffusione sempre più trasversale (anche in azienda) dei social media e degli smartphone. Le applicazioni che stanno prendendo infatti piede, anche su un’audience di massa, vertono intorno alla possibilità di effettuare ricerche intelligenti e personalizzate sui dati e sulle conversazioni ad essi attinenti.

Ecco perchè le aziende stanno prendendo in considerazione l'adozione di strumenti di ascolto, monitoraggio dei thread ed ingaggio degli utenti per molteplici fini: dalla più tradizionale analisi del “sentiment” e della reputazione fino ad operazioni più reattive come il customer care, la distribuzione di interventi ai fini del posizionamento sui motori di ricerca, l’attivazione di iniziative di crowdsourcing (l’esternalizzazione di una parte delle attività aziendali al pubblico, modalità utilizzata anche dai freelance per “offrire” i propri servizi su un mercato globale).

Mentre un tempo era possibile far sì che gli uffici marketing e le loro agenzie esterne potessero, più o meno manualmente, presidiare questo canale di conversazione, oggi è necessario adottare strumenti complessi che (come per esempio nel caso di Radian6 di Salesforce.com) si interfacciano con il Crm aziendale. Ha preso così vita una nuova professionalità - il social media marketer – che assume sempre di più un ruolo strategico dentro l’organizzazione aziendale.

Questa propensione alla lettura della mole di informazioni che, online e mobile, si producono ogni giorno in modo più ingente, rende necessario anche il poter accedere a dati legati alla vita sociale, alle istituzioni ed alla politica, settori in cui è ancora più forte la richiesta di trasparenza e di accesso alle informazioni, non solo in un'ottica di accountability delle decisioni e dei loro responsabili, ma anche per consentire a questi dati di poter essere fruiti in modo più largo ed esaustivo.

In particolare emerge la necessità di rendere questi dati accessibili attraverso applicazioni ad hoc e sviluppate da operatori privati che le mettano concretamente a disposizione del mercato, incentivati in questo da un modello di business sostenibile. È per molti aspetti quanto accaduto con Google Maps e in numerose occasioni legate al mondo della ricerca scientifica e tecnologica, ma deve ancor più affermarsi il protagonismo degli operatori pubblici nella dimensione di raccolta delle informazioni e nella messa a disposizione  a favore della società.

 
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