Dai venture capital 320 milioni in due anni per le newco

di Luigi Ferro
pubblicato mercoledì 22 febbraio 2012

Un’indagine spiega come 160 start up potrebbero essere finanziate dai fondi che operano nel Belpaese. Per l’Italia sarebbe un passo in avanti importante in fatto di innovazione e una spinta per risalire una classifica che in questo momento ci vede, nella spesa procapite per gli investimenti in nuove società, dietro la Grecia.

Indice:
Nei prossimi due anni e mezzo a disposizione delle start up ci sono 320 milioni di euro. Il dato è contenuto nell’indagine realizzata da Matteo Panfilo, studente di economia alla Luiss di Roma, che ha realizzato una tesi sull'andamento degli investimenti in venture capital intervistando i principali fondi che operano in Italia.

La ricerca ha integrato i dati dell’Aifi (Associazione italiana del private equity e del venture capital) ed è stata realizzata con la collaborazione di Startupbusiness, il network di riferimento dell'ecosistema dell'innovazione e delle startup italiane. L’indagine (denominata Startup Numbers) ha raccolto informazioni da dieci venture capital attivi in Italia (di cui uno che opera anche a livello europeo) che valgono circa l'85% dei capitali gestiti nel nostro Paese. I fondi che hanno partecipato alla ricerca gestiscono circa 960 milioni di euro, di cui 530 milioni destinati all'Italia, e negli ultimi tre anni hanno ricevuto oltre 11mila richieste e investito in 183 società.


La scarsa preparazione dei team dal punto di vista manageriale, la mancanza di un effettivo impegno da parte degli imprenditori che probabilmente non si sentivano ancora sicuri di fare il passo per buttarsi anima e corpo nella start up e la mancanza di obiettivi chiari e di puntuali strategie di crescita sono le motivazioni principali che hanno portato le società di venture capital a scartare la maggior parte delle  proposte.

Secondo la ricerca, inoltre, la scarsa preparazione manageriale è la principale causa di fallimento ed è anche per questo che recentemente alcuni fondi di venture capital si stanno attrezzando per dare vita a specifiche “startup school” dove formare gli aspiranti imprenditori. I tempi medi che vanno tra l’analisi del business plan e l’effettivo investimento sono pari a circa sei mesi, con oscillazioni tra 3 e 10 mesi, mentre i settori preferiti sono Internet e il mondo Ict, cleantech, biotech e medical device.

La media degli investimenti è di due milioni di euro, con un minimo di un milione e un massimo di cinque, mentre la quota che mediamente il venture capital controlla nelle società investite è del 30%. Secondo l’indagine i prossimi due anni potrebbero quindi prevedere nuovi investimenti per 150-170 milioni di euro l’anno, che andrebbero a coprire le attività di circa 160 nuove aziende. In aggiunta, i venture capital sono sempre impegnati nella raccolta fondi, mentre in circolazione dovrebbero entrare anche i 50 milioni di euro che il Fondo italiano di investimento ha in programma di destinare agli operatori appena riceverà l'approvazione dalla Banca d'Italia.


 
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