Lo scenario attuale viene spiegato da
Stefano Cetti, del gruppo Energy & Utilities IBM Italia. La liberalizzazione del GAS risale al 2004 ma rispetto al cosiddetto switch dei consumatori le cose non sono per niente paragonabile a quanto avviene nella telefonia (molti i cambi di operatore senza per di più perdere il numero) o anche nell'energia elettrica. Nel GAS insomma i 200 operatori-distributori in Italia continuano ad avere i milioni o migliaia di clienti nel territorio dove si trovano.
Stefano Cetti, del Gruppo Energia e Utilities di IBM Italia
Le cose, però, cambieranno tra il 2010 e 2012 perché gli operatori e concessionari dovranno rimettere all'asta tutte le concessioni. Attualmente sono state disegnate
130 ATEM, ossia Ambiti Territoriali Minimi e si presume che le aste di concessione ricalcheranno tali aree o loro aggregazioni (come è successo, per esempio, con le concessioni del Wi-Max).
I distributori, si diceva, sono 200. Il più grosso ha un terzo del mercato. Circa 50, dei 200, sono multiutility, ossia oltre al GAS gestiscono o l'energia o anche l'acqua.
Le regole che l'Autorità Garante ha stabilito sono tali per cui le entità economiche delle gare e la remunerazione dei contratti che saranno stipulati copriranno gli investimenti in conto capitale. Per quanto riguarda invece
i costi gestionali saranno fatti del vincitore-gestore-concessionario: quanto più riuscirà as essere efficiente tanto più margine finirà nelle sue tasche fino a quando l'Autorità l'obbligherà, dopo un certo numero di anni, a girare forzosamente le economie anche nelle tariffe ai consumatori. Per il resto, durante la concessione, sarà la libera competizione a far scendere i prezzi.
Avere la possibilità di teleleggere i contatori significa avere il controllo di tutto il tubo: da quanto gas esce dalla centrale di distribuzione a quanto ne viene erogato e consumato. Ciò porterà come primo frutto una conoscenza esatta di che cosa e quanto e quando si sta erogando. A guadagnarci saranno sia il distributore sia il consumatore-industria che
potranno conoscere, specie negli impianti industriali, quanto effettivamente e ora dopo ora sta spendendo in GAS. Anche l'utente domestico potrà avere lo stesso un controllo attualizzato di quanto consuma, e non com'è ora che nella migliore delle ipotesi la lettura del contatore avviene una volta l'anno e per il resto le bollette sono sempre "presunte".
I contatori installati sono
18 milioni e sono tutti da sostituire entro il 2016 almeno per l'80%. Si partirà dall'industria entro fine anno e si arriverà alle abitazioni domestiche.
Ogni contatore domestico avrà il proprio lettore intelligente che trasmetterà le informazioni dei consumi a un concentratore nel rapporto di 20 contatori-un concentratore. Questi, a loro volta, comunicheranno a centraline e su su fino a una centrale.
Per una città da 1,2 milioni di contatori come Milano si stima vi sarà bisogno di 2.500 ripetitori. Da sottolineare il grande lavoro di standardizzazione che si sta facendo per arrivare a dare le indicazioni ai produttori di contatori affinché le misure (effettuabili anche con tecnologie diverse) siano riconducibili alla temperatura (non è più la pressione come un tempo nei vecchi contatori con la pelle di capra come sensore). Che i sensori diano informazioni sullo stato della batteria (quando si tratta di GAS l'energia elettrica e la sua tensione non è amata), e via di questo passo.
Ovviamente, dietro tutto questo lavorio da formiche, c'è il software per la gestione del tutto: riceve i dati da ogni meter, gli allarmi, ne evidenzia la localizzazione, avverte i sorveglianti. Insomma, tutto quanto serve a gestire in modo intelligente l'insieme e quindi a fare della griglia di distribuzione del
GAS un elemento forte dello Smarter Grid dell'energia nazionale.