Ridare fiato a ricavi e utili. Questo l’imperativo che il Ceo di Hewlett Packard ha fatto proprio, imponendo di fatto al board della casa di Palo Alto, arrivando ieri a una decisione storica: il business dei pc, settore in cui Hp è da tempo leader a livello mondiale, è prossimo allo spin off e fra le ipotesi papabili c’è anche quella della vendita. Per contro è alle porte un nuovo corposo investimento in area software, che con i servizi sarà il cuore delle attività future del colosso californiano: quello da 10 miliardi di dollari per mettere le mani su uno specialista delle applicazioni (anche in chiave mobile) come Autonomy.
Leo Apotheker, Ceo di Hp
La svolta, stando a quanto si legge nello statement diffuso prodotto dalla società, si giustifica con la necessità di dare maggiore soddisfazione al bilancio e, soprattutto, agli azionisti. Il quadro finanziario di Hp è il seguente: i ricavi per il terzo trimestre sono allineati alle ultime previsioni – e pari a circa 31,2 miliardi di dollari – ma produrranno utili per azione di soli 93 centesimi e non di 1,1 dollari come si aspettavano a Wall Street. E peggio potrebbe andare nell’ultimo quarter dell’esercizio, quando ad entrate nell’ordine massimo dei 32,5 miliardi (contro i previsti 33,9 miliardi attesi) dovrebbero corrispondere profitti per azione non superiori a 1,16 dollari, rispetto agli 1,31 stimati dagli analisti finanziari.
Il piano dovrebbe concretizzarsi e completarsi entro i prossimi 12-18 mesi e se l’epilogo si concretizzerà in una vendita della divisione Personal System Group per Hp sarebbe la fine di un decennio che l’ha vista primeggiare nei pc a valle dell’acquisizione multi miliardaria di Compaq, l’abbandono più che prematuro del mercato tablet (il TouchPad è arrivato nei negozi un paio di mesi fa) e la dismissione del progetto WebOs. E di conseguenza morirebbe sul nascere l’idea di portare la piattaforma ereditata da Palm a concorrere seriamente con quelle di Apple, Google, Rim e Microsoft sia nelle tavolette che negli smartphone.
Vendendo (a chi?) la divisione pc, oltretutto, Hp rinuncerebbe a un giro d’affari di oltre 40 miliardi di dollari l’anno e copierebbe a sei anni di distanza la scelta intrapresa da Ibm quando cedette gli asset (e le perdite) dei suoi personal computer a Lenovo per concentrarsi su software e servizi.