I data center reggeranno il peso dei big data?

di Emilio Mango
pubblicato venerdì 20 gennaio 2012

Oracle pubblica la seconda edizione dell'indagine Next Generation Data Center. Gli indici mostrano un lieve miglioramento nella preparazione delle aziende a livello globale ma ci sono dubbi sulla loro tenuta futura. Luci e ombre anche per la situazione delle imprese italiane.

Indice:

Migliora ma non soddisfa ancora l’indice Next Generation Data Center, nato per iniziativa di Oracle e calcolato dalla società di ricerche di mercato Quocirca. L’indice, che sintetizza una serie di parametri relativi a flessibilità, sostenibilità e supportabilità dei data center nelle gradi aziende, è stato ricavato da una serie di interviste a 949 manager It di altrettante aziende europee e medio-orientali.

Sergio Esposito, Country Leader System Business Unit di Oracle Italia

Giunta alla seconda edizione, l’indagine evidenzia un incremento da 5,22 a 5,58 (su una scala da 0 a 10) dell’indice complessivo rispetto all’edizione dello scorso anno. “Un miglioramento interessante ma forse non sufficiente a reggere l’impatto del fenomeno del big data”, dice Sergio Esposito, Country Leader della Systems Business Unit di Oracle Italia, “la prossima sfida che dovrà affrontare l’It. Pochi numeri rendono l’idea: nel 2020 i device connessi alla Rete saranno 24 miliardi e i dati generati raggiungeranno i 42 Exabyte”.

Il dato aggregato incuriosisce ma non dice molto, visto che esaminando i risultati delle singole country si notano differenze di un certo peso: i più virtuosi sono, ancora una volta, i Paesi Nordici, con un ottimo 6,51, mentre fanalino di coda è la new entry Russia, con un modesto 4,62.

L’Italia non si piazza molto bene, seguita in classifica solo dalla Russia, appunto, e dall’Irlanda, ma preceduta da tutti i big dell’europa occidentale e anche dal Medio Oriente. A livello di industry, spiccano le telecomunicazioni e le utilities, che non a caso saranno i settori che subiranno l’impatto maggiore dal fenomeno big data. In fondo alla classifica, manco a dirlo, la Pubblica Amministrazione e, un po’ a sorpresa il retail.

Andando più in profondità nell’indagine, emerge un crescente interesse verso le tematiche di sostenibilità ambientale, che supera, nella percezione dei Cio, l’esigenza di flessibilità.



 
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