I prodotti mobile per le aziende sono da tempo una quasi esclusiva di RIM con i suoi BlackBerry, ma la diffusione sempre crescente di smartphone con sistema operativo Android porta a chiedersi se questi prodotti, tipicamente identificati con il mercato consumer, siano pronti per sostituire quelli dell'azienda canadese. Al contrario di Apple, Google sta lavorando assiduamente per affermare i suoi sistemi in tutti i contesti d'uso, comprese le aziende, quindi vale la pena fare il punto della situazione.
Mentre in passato Android era, allo stato dei fatti, un prodotto con poche caratteristiche che potessero interessare alle aziende, a partire da Android 3.0 Honeycomb per i tablet e da Android 2.2 Froyo per gli smartphone, il sistema di Google ha acquisito caratteristiche che possono essere sfruttate dai professionisti e dalle aziende. Adesso, per esempio, è possibile cancellare i dati a distanza, cifrarli, impostare una password di ripristino e usare funzioni di monitoraggio da remoto.
Google ha sviluppato elementi per favorire l'inserimento di Android in azienda
Queste caratteristiche potrebbero essere sufficienti per convincere alcuni responsabili IT che Android non ha nulla da invidiare a iOS di Apple in ambito enterprise, ma secondo alcuni esperti restano ancora molti punti interrogativi da chiarire circa le sue credenziali. Il primo problema riguarda l'Android Market, che consente di scaricare migliaia di applicazioni a titolo gratuito, ma è soggetto a un livello di controllo troppo basso e spesso è farcito di malware e applicazioni che potrebbero diffondersi sulla rete aziendale.
Lo scorso mese di marzo Google è dovuta correre ai ripari e rimuovere 50 applicazioni di tipologia differente infestate dal codice maligno DroidDream (Android Market sotto attacco, cadono 50 apps), che potenzialmente è in grado di compromettere la sicurezza dei dati degli utenti. Secondo Google questo malware non attecchiva sui prodotti con Android 2.2.2 e successivi, ma sono molti i prodotti attualmente in circolazione con sistemi più datati.
L'iPhone di Apple non è inespugnabile dal punto di vista della sicurezza
La piattaforma iOS tuttavia non offre maggiore sicurezza: anche l’iPhone ha subito attacchi tramite jailbreak, un doppio exploit che permette di avere pieno accesso al melafonino da remoto. Secondo Symantec non c'è ragione di credere in un miglioramento della situazione, dato che la diffusione sempre più ampia degli smartphone porta inevitabilmente al proliferare di virus. L’ultima edizione dell’Internet Security Threat Report del produttore di antivirus riportava che nel 2010 le nuove vulnerabilità per dispositivi mobili sono arrivate a 163, contro le 115 rilevate nel 2009 (Ecco come e perché i device mobili sono a rischio).
Un passo avanti per garantire maggiore sicurezza sarebbe un aggiornamento costante del sistema operativo, e questo argomento non è certo a favore di Google: la piattaforma troppo aperta ha permesso ai produttori hardware di personalizzare a tal punto i propri prodotti che gli aggiornamenti arrivano solo da chi ha progettato l'hardware, e in molti casi sono del tutto assenti (Google Android: troppo aperto per essere sicuro).