La "rivoluzione epocale" di IBM annunciata ieri ha marciato sulle note dei Beatles con un Gianfranco Previtera, Vice President Strategic Initiatives di IBM Italia, a chiosare coincidenze e date. Infatti nel
1964 i Beatles cavalcano le classifiche e rivoluzionano la musica contemporaneamente alla nascita della rivoluzione del mainframe:
il primo System/360.Ieri la celebrazione di una nuova era con
un nuovo mainframe, z196, che nel nome ha le sue qualità: è il primo con la possibilità di montare novantasei (dicasi novantasei) processori in una volta sola ciascuno dei quali con un numero di core che varierà secondo i gusti e gli appetiti.
Il nuovo processore per lo z196 ha
un clock di 5,2GHz, una vetta di frequenza mai raggiunta finora da un processore in un computer di mercato e fuori dai laboratori.
Fatto è che, rispetto al mainframe z10 presentato appena quattro anni fa, questo nuovo mostro migliora
la velocità di calcolo di un buon 60%, idem per il risparmio energetico,
costa il 38% meno e il 55% per il total cost of ownership (hardware, software e manutenzione) nonché il 98% meno per gli apparati di networking perché ha tutto dentro.
Il genio della lampada del nuovo mainframe z196 è il nuovo chip da 5,2GHz di frequenza
Lo z196, però, è solo una parte del ferro coinvolto nell'annuncio IBM.
Un'altra parte è costituita dallo
zBX, sigla che sta per zBladeCenter Extension. Allo z196 si collega, come una naturale estensione, uno o più rack (fino a 4) che all'interno hanno
ciascuno fino a 112 server blade che funzionano o con microprocessori Power7 (e quindi con applicazioni Aix) o con microprocessori x86, ossia Intel Xeon oppure AMD Opteron, per applicazioni Windows, Linux e chi più ne ha più ne metta.
A collegare fisicamente lo z196 e lo zBX c'è una
Ethernet 10Gigabit al secondo. Ma ciò che è più importante è la
Unified Resource Manager, l'elemento software fondamentale della nuova architettura zEnterprise.E' grazie alla Unified Reosurce Manager che dal mainframe z196 si possono controllare, montare, smontare, fare quello che si vuole
di 100.000 macchine virtuali o interne al mainframe o ospitate dalla periferia "ibrida", ossia che ospita altri ambienti operativi rispetto allo zOS Version 1 Release 12 che governa lo z196.