IBM: Non è vero che una cosa va bene per tutto

di Francesco Di Martile
pubblicato mercoledì 22 settembre 2010

Gianfranco Previtera illustra le caratteristiche presenti nello zEnterprise 196 ricordando la religione IBM: non è vero che una soluzione è buona per tutto. Con lo Unified Resource Manager, infatti, il mainframe dialoga con lo zBladeCenter Extension in cui i blade Power7 o X86 aiutano, come appliance, ad accelerare compiti specifici come Java o la business analytics

Indice:
All'inizio dell'estate IBM ha preannunciato a clienti e partner lo zEnterprise, "il sistema di sistemi". Una sorta di apoteosi del computing, una vetta mai raggiunta e difficilmente immaginabile. (vedi IBM con zEnterprise virtualizza tutto in uno e anche IBM e il sistema dei Sistemi, l'ibrido z196)

Qualche giorno fa, la presentazione ufficiale alla stampa con qualche ragionamento in più portato da Granfranco Previtera, vice president Strategic Initiative, e Marco Utili, manager Mainframe Platform: come dire il peso della esperienza e della storia d'IBM e la proiezione del futuro.

Gianfranco Previtera, vicepresident Strategic Initiative IBM Italia


La sintesi del pensiero di Previterà è nella affermazione: "One size doesn't fit all", non è vero che una sola soluzione può bastare a risolvere ogni problema. E' l'affermazione del credo d'una religione IBM che si oppone radicalmente alla relizione Intel che ritiene, con la propria architettura x86, di riuscire a risolvere tutto. E la presentazione dello zEnterprise non è che l'ultima più recente affermazione di questo credo: chip nuovo che permette un'architettura nuova che consente di risolvere in modo nuovo problemi del tutto nuovi.

Cominciamo proprio da questi ultimi che in breve si chiamano esplosione dei dati. Dai terabyte dei dati strutturati, dei documenti aziendali stiamo scalando i petabyte dei dati non strutturati, dalle immagini. Ma anche transazioni complesse integrate con analytics in real time e, ancora, la sicurezza. E il problema è che i data center attuali non sono progettati per risolvere tutte queste moli di problemi.

Il cuore dello z196 multicore


IBM ha speso 6 miliardi in ricerca nel 2009 e metà di questi soldi nello sviluppo dei sistemi con oltre 3.000 scienziati e ingegneri in 8 laboratori di 6 Paesi. Per lo sviluppo del solo sistema x196, il primo esemplare della famiglia zEnterprise, IBM ha speso 2 miliardi e non solo nel chip, il più veloce mai sviluppato e il primo che supera i 5GHz o nella componentistica ma in oltre 200 nuove applicazioni e prodotti. Insomma, uno sforzo ingegneristico immane.

La scala evolutiva dei mainframe IBM


Che ha portato alla realizzazione del successore dello z10, il più grande mainframe finora prodotto, con questo z196 che ne surclassa le qualità e caratteristiche del 60%; che costituisce la macchina Linux per System z virtual server più potente mai vista e a un costo di 1 dollaro al giorno; che  per il consolidamento dei database costa il 70% in meno rispetto a un sistema Nehalem Intel; che occupa il 90% di spazio in meno. Ma i primati continuano con l'85% in meno di hardware necessario per far girare gli Analytics di Cognos 8 e col miglioramento dell'80% nella velocità di risposta a query di Business Intelligence.

Le lame dello zEnterprise BladeCenter Extension zBX

Lo zEnterprise z196 in tutta la sua nera imponenza



 
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Azienda: IBM
Parole chiave: Hardware, Informatica e TLC, ICT
 
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