Diciamolo subito, per chi era alla ricerca della novità tecnologica a tutti i costi l’Ifa di Berlino edizione 2011 non ha dato grandi soddisfazioni. Pochi prodotti e soprattutto nulla in grado di cambiare i connotati di un mercato, quello dell’elettronica di consumo, che ha risentito e risente in modo marcato della congiuntura negativa che frena gli acquisti di beni non di prima necessità.
Così, questa fiera, che pur ha fatto segnare un piccolo incremento in termini di espositori e spazio allestito, si è svolta all’insegna dei servizi e non dei prodotti, della ricerca di una maggior efficienza nell’utilizzo di tecnologie già disponibili piuttosto che dell’annuncio di strabilianti novità.
Un particolare dello stand Sony a IFA 2011.
Non ha fatto eccezione Sony, che per molti versi rappresenta la cartina di tornasole dell’industria hi-tech mondiale. Ne è stata la dominatrice, è ancora oggi un player da cui non si può prescindere ma si trova in una situazione di stallo, in continuo equilibrio tra voglia di innovazione e ricerca di efficienza, tra necessità di stupire e recuperare la leadership ed esigenza di integrare meglio le tecnologie esistenti.
E’ un ciclo, quello del Ceo
Howard Stringer, iniziato con la bandiera di “Sony United” (sotto la cui ombra sono passati anche i necessari tagli e razionalizzazioni) che non sì è ancora concluso ma che potrebbe essere nella sua fase finale. Così, le parole d’ordine nell’enorme e, bisogna dirlo, decisamente coinvolgente stand Sony ad Ifa sono state “integrazione” e "convergenza", molto care a Stringer e molto in linea con la sua strategia.
Sir Howard Stringer, Ceo di Sony Corporation.
Il pilastro di questa integrazione, che si riferisce soprattutto all’esperienza utente ma che si riflette ovviamente anche sulle strategie Sony, sarà il
Sony Entertainment Network, che ingloba anche la piattaforma
Qriocity e di cui fanno parte al momento i servizi
Video Unlimited e
Music Unlimited.
L’integrazione e la convergenza, quindi, che coinvolgono nel segno della connettività a Internet tutti i prodotti Sony, dalla PlayStation ai Tv, dai personal computer Vaio ai nuovi tablet, sembrano i passepartout con cui la multinazionale vuole tornare ad aprire le porte del mercato e riprendersi il posto che le spetta. Peccato che i servizi, in generale, non siano particolarmente “sexy” (Apple ha imposto iTunes ma ha fatto breccia con gli iPod) e che il loro successo dipenda anche dai gusti e dalle infrastrutture di ogni mercato (in Italia, ad esempio, i servizi non sono il primo pensiero dei consumatori).
Sarebbe stato meglio, insomma, che Sony avesse sì puntato sull’integrazione, ma avesse anche proseguito con più decisione sulla strada dell’innovazione di prodotto, di cui è stata pioniere per decenni. Forse, lo si accennava in precedenza, deve prima terminare il “ciclo Stringer”, e non a caso la visibilità e l’esposizione di
Kazuo Hirai, in pratica (e anche in teoria) il vice del baronetto, aumenta a vista d’occhio a ogni evento pubblico.
Kazuo Hirai, vice di Stringer e papabile nuovo leader. di Sony
Forse è giunto il momento di un cambio di marcia e di un cambio di leadership: le carte da giocarsi Sony le ha e le ha mostrate (sia pur mettendone sul piatto solo una parte) anche in questa edizione di Ifa:
computer Vaio sempre più performanti e la primizia di un modello 3D "glasses free", tablet innovativi (sia pur in ritardo) e fotocamere decisamente all’avanguardia. In ombra, in questo giro di giostra, la PlayStation e i televisori, da sempre protagonisti e per ora relegati al ruolo di comprimari.