IIT: un centro di ricerca molto digitale, ma non solo

di Giuseppe de Paoli
pubblicato giovedì 29 dicembre 2011

Le attività dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova interessano la robotica, le neuroscienze, le nanotecnologie e la farmaceutica. Qui è stato sviluppato il robot iCub. Qui lavorano spalla a spalla 600 fra ingegneri, informatici ed esperti di reti, chimici, neuro scienziati e psicologi.  

Indice:
iCub, il “cucciolo”, il robot dalla faccia da bambino munito di sensori ultrasensibili e learning algorithms che si muove grazie a un software open source e che recentemente ha spopolato al Science Museum di Londra, è l’ultima creatura che ha preso vita all’Istituto Italiano di Tecnologia. IIT è un centro di ricerca che ha sede a Genova, dal 2009 lavora in collaborazione con altri nove centri di ricerca italiani ed è un centro particolare perché riunisce allo stesso tavolo ingegneri, informatici, chimici, neuro scienziati, psicologi.  

L’Istituto, giuridicamente una Fondazione, dipende dal ministero dell’Economia e da quello della Ricerca. È stato istituito nel 2003 - con decreto legge firmato dall’ex ministro Giulio Tremonti - con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e favorire lo sviluppo dell’economia nazionale. Ha uno statuto particolare e, differentemente da altri enti pubblici, non deve sottostare a una quantità abnorme di regole e leggi: ha quindi meno problemi di burocrazia e una maggiore elasticità. Per esempio nelle assunzioni.

iCub, il roboto sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia


La struttura impiega attualmente circa 800 persone, tra ricercatori, tecnici, personale amministrativo, dirigenti e studenti di dottorato (che rappresentano circa il 25% dello staff). Il personale è suddiviso in quattro aree d’attività: robotica, neuroscienze, nanotecnologie e farmaceutica. L’età media di chi lavora all'IIT - spiega il direttore scientifico del centro Roberto Cingolani - è di 33 anni. Gli italiani sono due terzi - una buona parte dei quali ha lavorato all’estero – e la restante parte è composta da stranieri”.

Fin dalla sua nascita l’IIT ha dovuto fare i conti con l’antipatia di una parte della comunità scientifica italiana, che lo accusava di ricevere un trattamento di favore e di produrre pochi risultati in relazione ai soldi investiti. Polemica che aveva trovato spazio anche sull’autorevole rivista Science ma riguardava soprattutto i primi due anni di vita dell’Istituto.

Oggi la situazione è cambiata: “abbiamo all’attivo - assicura Cingolani - 2mila pubblicazioni, 65 brevetti e oltre 50 progetti finanziati dalla Comunità europea, il nostro iCub è diventato una piattaforma europea e stiamo partecipando allo spin off di nuovi importanti progetti’’

Il settore dell’Information and Communication Technology di IIT è caratterizzato dalla presenza di profili professionali di diverso livello che spaziano dal tecnico al ricercatore. I background formativi comprendono sia discipline con focalizzazione specifica su informatica e scienze computazionali, sia discipline - come l’elettronica e l’ingegneria elettronica - correlate allo sviluppo di tecnologie avanzate. Complessivamente le professionalità Ict sono quasi il 10% delle circa 600 persone (non conteggiando gli studenti di dottorato) che compongono lo staff tecnico-scientifico di IIT.

Ricercatori dell'IIT


Rispecchiando il carattere fortemente interdisciplinare dell’Istituto, gli esperti Ict sono ampiamente distribuiti tra i vari dipartimenti, oltre che nei centri di ricerca italiani collegati all’Istituto. L’impiego di queste professionalità è prevalentemente nei gruppi di lavoro che si occupano di robotica e computer imaging e nello specifico i dipartimenti di Advanced Robotics, di Robotics Brain and Cognitive Sciences e di Pattern Analysis & Computer Vision a Genova e il Center for Space Human Robotics di IIT@Polito a Torino.

Il personale con una formazione informatica opera anche nei centri la cui attività è orientata alle scienze della vita e in particolare allo studio del cervello e della cognizione umana (per esempio il dipartimento Neuroscience and Brain Technologies, sempre a Genova) e allo sviluppo di farmaci e dispositivi per la diagnosi avanzata di malattie (i dipartimenti Drug, Discovery and Development e Nanophysics di Genova e il Center for Advanced Biomaterials for Health Care@CRIB di Napoli).

Altre professionalità Ict supportano infine le attività di ricerca orientate all’invenzione di materiali intelligenti e di tecnologie per l’energia, e nella fattispecie collaborano con il dipartimento Nanostructures di Genova, il Center for Biomolecular Nanotechnologies@Unisalento di Lecce e il Center for Nano Science and Technology@Polimi di Milano. Altre ancora trovano impiego all’interno del Nucleo Reti e Telecomunicazioni che gestisce la rete fisica telematica e la connettività dell’Istituto fornendo supporto alle unità di ricerca.


A cura di Sindacatonetworkers.it

 
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