Molte sono le speranze Cray associate al buon successo dell'XE6. Il
secondo trimestre dell'anno ha segnato un fatturato di
28,7 milioni di
dollari rispetto ai 62,7 milioni dello stesso periodo nel 2009. Le
perdine nette nel trimestre sono state di 6,6 milioni rispetto a un
utile di 3,4 del 2009. Grazie però alle lettere d'intenti e alle
consegne previste dei nuovi XE6 l'anno dovrebbe chiudersi con un
fatturato tra 305 e 325 milioni di dollari, concentrati soprattutto
nell'ultimo trimestre 2010.
Nel frattempo il CSCS continua a mettere idee in fucina. Anche il centro
di Manno sarà interconnesso al sistema di High Performance Computing
svizzero dove a Zurigo hanno appena varato un progetto mega:
Petaquake,
ossia studiare la crosta terrestre con algoritmi del tutto nuovi che
consentano di conoscere meglio la diffusione dei terremoti così da
identificare con maggior certezza i luoghi con la minor probabilità di
rischio dove installare nuove centrali nucleari in Svizzera.
S'è scoperto, infatti, che la Svizzera è molto meno sicura dal punto di
vista dei terremoti, di quanto si ritenesse in passato.
Domenico
Giardini, professore del famoso istituto politecnico ETH di Zurigo,
supervisiona una ricerca interdisciplinare di
High-Performance and
High-Productivity Computing (HP2C) che ha proprio questo scopo:
inventare algoritmi nuovi e farli ottimizzare in silicio dai costruttori
per accelerare i calcoli di qualche ordine di grandezza rispetto alle
performance odierne.
E il primo scopo è proprio
fare una "tomografia"
alla crosta terrestre per riuscire a descriverla con una precisione
molto migliore di quanto si è in grado di fare oggi.
A un iniziale
finanziamento di
4 milioni di Franchi svizzeri nel 2008, ora la
Conferenza dei Rettori delle Università della Svizzera hanno destinato
altri
14,5 milioni di franchi.
Come si diffonde un terremoto dal Polo Nord nella crosta terrestre