Secondo il rapporto del Digital Advisory Group elaborato da McKinsey, è di 320mila posti di lavoro il saldo positivo dello sviluppo di Internet in Italia. Ma dopo la buona partenza degli anni Novanta, la situazione sembra in stallo. Eppure emerge chiaramente come le aziende che hanno maggiormente scommesso sulla leva tecnologica crescano mediamente del 10% l'anno.
Eravamo partiti bene, ma adesso siamo in panne. La
prima Web mail è nata in Italia, abbiamo sviluppato motori di ricerca,
creato uno degli Internet service provider ad accesso gratuito a più
rapida crescita al mondo, fatto partire progetti ambiziosi con la fibra
ottica.
Poi tutto ha rallentato e
adesso dobbiamo rincorrere. Ma bisogna fare in fretta, sperando che
qualcuno dia risposta alle 12 proposte che arrivano da “Sviluppare
l’economia digitale in Italia un percorso per la crescita e
l’occupazione”, il rapporto presentato nei giorni scorsi dal Digital Advisory Group,
un’associazione di 30 grandi aziende che raccoglie nomi illustri
dell’industria digitale italiana come Rcs, Sole24ore, Telecom e Banzai e
multinazionali come Microsoft, Google, Cisco e Yahoo. Realizzato da McKinsey, il rapporto approfondisce i dati
resi noti poco tempo fa e nella fattispecie evidenziano un’incidenza di
Internet in Italia rispetto al Pil pari al 2% (meno della metà della
percentuale della Svezia, che arriva al 5%). Negli ultimi quattro anni
il contributo alla crescita del Pil è stato del 14%, solo nel 2010 il
contributo diretto di Internet al prodotto interno lordo italiano è
stato di 30 miliardi di euro (più ulteriori 20 miliardi legati
all'indotto) e sono stati creati in 15 anni 700mila nuovi posti di
lavoro, con una media di 1,8 posti di lavoro creati per uno perso e un
saldo positivo di 320mila nuovi occupati.
L’impatto sulla
crescita delle piccole e medie imprese indica che per le aziende attive
sul Web (che vendono online e investono oltre il 2% del proprio
fatturato annuo in tecnologie legate alla Rete) il tasso di crescita
medio annuo è calcolabile nel 10% rispetto alla stagnazione di quelle “a
bassa intensità web”. Attive. E non finisce qui.
Le imprese che
impiegano almeno il 5% dei propri dipendenti a mansioni correlate
all’Information Technology hanno riportato un margine operativo lordo
superiore del 50% a quelle con scarsi investimenti It e registrato
un’espansione internazionale del 200% grazie a esportazioni basate sul
canale online.
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