Il primo computer di Ibm compie 30 anni. Un'era finita?

di Gianni Rusconi
pubblicato venerdì 12 agosto 2011

Era il 12 agosto del 1981 quando al Waldorf Astoria Hotel di New York i vertici di Big Blue presentavano alla stampa il 5150, il personal che rivoluzionò – anche grazie al sistema operativo Ms-Dos di Microsoft – la storia dell’informatica e il modo di lavorare e comunicare di milioni di persone. Uno dei suoi inventori è però sicuro: “i pc sono al crepuscolo”.

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Più di 30 anni fa Mark Dean, oggi Chief technology officer di Ibm per la regione Middle East and Africa, era ingegnere capo per lo sviluppo di vari componenti e funzioni del primo pc di Big Blue, il 5150, di cui ricorre oggi il 30esimo compleanno. In un post pubblicato ieri l’altro sul blog ufficiale di Ibm, Dean ha usato queste parole: “l’era dei personal computer è al crepuscolo. Ed è ora chiaro come la nostra azienda fu all’avanguardia nel prevedere l’avvento della post-pc era. Io, personalmente, ho già messo alle spalle il pc e il mio computer principale oggi è un tablet”.

Ibm 5150, il primo personal computer di Big Blue fu presentato pubblicamente il 12 agosto 1981


Se oggi siamo in piena rivoluzione tablet e se lo smartphone è il device che prenderà il posto dei notebook dentro le case, negli uffici e nelle borse di manager e professionisti, 30 anni fa si concretizzata un’altra rivoluzione, quella che diede vita all’era dei personal computer.

Era il 12 agosto del 1981 e il primo computer a firma di International Business Machine veniva presentato pubblicamente alla stampa in una stanza del Waldorf Astoria Hotel di New York. Poco tempo dopo i vertici di Big Blue siglavano con Paul Allen e Bill Gates, i due co-fondatori di Microsoft, l’accordo per avere il licenza d’uso il sistema operativo – il celeberrimo Md-Dos versione 1.0 - da caricare nella loro nuova creatura. Così facendo il 5150 si avviò a segnare la storia dell’informatica cambiando il modo di lavorare e comunicare di milioni di persone, sebbene non disponesse delle funzionalità e delle prestazioni superiori dei primi pc arrivati sul mercato, dall’Apple II ai modelli di Atari e Commodore.


Il look del primo personal computer della storia era ben diverso da quello di un iPad o di un comune notebook. L’unità centrale non spiccava certo per l’eleganza del design ma era pur sempre l’elemento più importante del computer, il luogo dove erano ospitate tra l’altro anche i due slot per i floppy disk. La memoria interna di sola lettura era di 40 kbytes, quella a disposizione dell’utente si fermava a 16 kilobyte. Il prezzo di listino era di 1.565 dollari.

 
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