Il social networking diventa un business, firmato IBM

di Gianni Rusconi
pubblicato venerdì 27 gennaio 2012

Strumenti di analytics e tool di collaboration sono in fortissima crescita e nel 2011 il social ha inciso (in Italia) per il 15% del fatturato della divisione software. Per Big Blue si aprono nuovi orizzonti per entrare nel cuore delle grandi imprese. All’insegna di soluzioni che si chiamano Connections, Smart Cloud for Social Business e Docs.

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Quanto IBM sia un’azienda “social oriented” lo possono dire alcuni dati resi noti da Paolo Degl’Innocenti, Vice President della divisione Software della multinazionale di Armonk in Italia. E cioè i seguenti: 600mila persone che, fra dipendenti e figure esterne utilizzano le piattaforme di collaboration di Big Blue, 35 milioni di messaggi scambiati ogni giorno attraverso sistemi integrati di instant messaging e, dato certo non trascurabile, un fatturato derivante dalle soluzioni social che nel 2011 ha pesato per circa il 15% sul fatturato generato da IBM Italia in campo sofware.

Al gigante nordamericano, questo il senso dei numeri sopracitati, il fenomeno social associato al mondo enterprise interessa molto anche per un altro semplice motivo: fino al 2016, secondo Forrester Research, il giro d’affari delle applicazioni aziendali di social business crescerà a un tasso del 61% annuo per arrivare a 6,4 miliardi di dollari, rispetto ai circa 600 milioni attuali.

Logico quindi che IBM non voglia farsi trovare impreparata e che enfatizzi in tutti i modi possibili il fatto di avere dalla sua un portafoglio di soluzioni che ben rispondono alle logiche di collaboration nell’era di Facebook e delle apps mobili. E che, sottoforma di prodotti di analytics e social business, rispondono anche all’altro grande tema di stretta attualità per i cio, quello dei “Big Data”.

“È risaputo – questa la sottolineatura di Degl’Innocenti - che circa l’80% delle informazioni che circolano in azienda sono di tipo non strutturato: serve trovare le soluzioni per integrare questo capitale di dati all’interno dei processi aziendali”. Come? Attraverso le tecnologie di social enterprise, per l’appunto.

Alla domanda “ma chi sta già utilizzando seriamente queste soluzioni” la risposta di IBM è ricca di nomi ed esperienze, soprattutto a livello internazionale (fra le multinazionali che hanno già adottato in qualche modo il verbo del social business ci sono per esempio Basf, Bayer e Kraft, Colgate-Palmolive e 3M). In Italia, invece, la società conferma di aver fra i propri clienti sette dei 10 principali gruppi finanziari che operano nel Belpaese mentre un’altra importante referenza è Electrolux. 

Il noto produttore di elettrodomestici e di apparecchiature per uso professionale ha adottato la piattaforma di microblogging Connections e il software di messaggistica istantanea Sametime per assicurare in qualsiasi momento ai suoi dipendenti distribuiti in 60 Paesi (oltre 1.100 gli spazi di collaborazione a disposizione di circa 8.500 utenti) la comunicazione in real time e l’accesso ai dati presenti sul portale intranet dell’azienda.


 
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