L’hi-tech non sente la crisi: negli Usa boom di assunzioni

di Valentina Bernocco
pubblicato venerdì 3 febbraio 2012

Nell’ultimo biennio una cinquantina di grandi aziende tecnologiche statunitensi ha aumentato di oltre il 50% i dipendenti a libro paga. Da Apple a Facebook, da Amazon a Intel, i big dell'hi-tech sono pronte ad ampliare la forza lavoro. E in Italia? Ecco i modelli flessibili di Cisco e Microsoft.

Indice:
La crisi non scalfisce l’hi-tech a stelle e strisce. Nonostante gli Stati Uniti siano tra i Paesi più colpiti dalla congiuntura economica internazionale, dall’altra parte dell’oceano le aziende tecnologiche non hanno smesso di assumere personale, anzi.

Tra le società tecnologiche Usa con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di dollari, sono una cinquantina quelle che negli ultimi due anni hanno incrementato di oltre il 50% la propria forza lavoro. E altre 25 circa l’hanno aumentata di almeno il 10%.

Una vera e propria “fame di lavoratori”. Così la definisce Bloomberg, riportando un termine di paragone illuminante: negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione a dicembre 2011 si attestava intorno all’8,5%, segnando il picco più preoccupante degli ultimi tre anni.

In questo scenario, l’attitudine all’assunzione da parte delle società tech appare ancora più rilevante, tanto più che nessun altro settore professionale mostra attualmente tendenze comparabili. Fra i recruiter più attivi, si annoverano quelli di tre giganti come Apple, Google e Amazon, appartenenti al gruppo delle società che hanno allargato del 50% il numero dei propri dipendenti, selezionando anche e soprattutto curriculum professionali non tecnici.

Il campione di assunzioni è stato però, nell’ultimo biennio, Web.com Group, un provider di servizi per siti Internet con sede a Jacksonville, in Florida: la società in questione ha addirittura quasi quadruplicato (+380%) il numero di impiegati nel corso del 2010 per arrivare agli attuali 1.148.

Al secondo, terzo e quarto posto si trovano Silicon Graphics International, fornitore di servizi di storage (+372% di incremento, 1.500 dipendenti), Kit Digital, azienda che opera nel software di gestione per i video (+319%) e Riverbed Technology, specializzata in soluzioni di ottimizzazione WAN (+208%).

Team di lavoro in espansione anche per i colossi dell’high tech
Performance, quelle appena citate, che certamente stupiscono, ma si spiegano parzialmente con le piccole dimensioni dei team di lavoro iniziali. Ma le grandi e grandissime aziende non sono da meno: decisamente significativo è per esempio il 76% di incremento della forza lavoro di Apple, corrispondente a circa 26mila nuove assunzioni in due anni.

Intel
, da parte propria, ha aumentato di 18mila unità il numeor dei suoi dipendenti nel 2011, in virtù di nuove acquisizioni e nuovi progetti di ricerca mentre Amazon ha invece in cantiere l'apertura, nel
corso del 2012, di nuovi centri in Tennessee e Virginia, per complessivi 4.500 posti di lavoro.


E l’immediato futuro? Il ricordo della bolla hi-tech scoppiata negli anni Duemila, e delle 85mila posizioni lavorative perse fra 2001 e 2008 certo instilla un elemento di insicurezza fra i curricula che circolano dalle parti della Silicon Valley.

I segnali per il 2012, però, sono positivi: Facebook è sul punto di aprire un nuovo centro ingegneristico a New York e nel corso dell’anno assumerà, per le sue varie sedi, qualche migliaio di nuovi dipendenti, al pari di quanto farà Amazon.

Sulla stessa linea, anche se con numeri diversi, si muoverà eBay. A detta della portavoce del colosso delle aste online, Johnna Hoff, la società sta espandendo la propria attività negli uffici di Redmond, dove entro la fine dell’anno il numero degli impiegati è destinato a raddoppiare, arrivando a 150. E i recruiter sono al lavoro anche nella filiale newyorkese della compagnia di San Jose.

Al di là delle intenzioni delle aziende, anche la fiducia degli studenti nei confronti del settore hi-tech oggi sembra più solida rispetto al passato. Dal 2009 al 2011 la percentuale di neolaureati assunti da compagnie operanti nei segmenti tecnologia e media è salita dal 6 al 9%, secondo i report di alcune università citati da Bloomberg. Meritocrazia e occupazione andranno a braccetto, nonostante la crisi? Le premesse ci sono, e il merito è tutto della tecnologia.

 
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