L'ICT che sarà. Fra cloud, le sfide dei Cio e l’Italia che cambia

di Luigi Ferro
pubblicato venerdì 13 gennaio 2012

Uno sguardo all’anno appena partito divagando fra le previsioni del mondo dell’Information e Communications Technology, i piani di investimento in infrastrutture (Ngn) del governo e lo sviluppo delle tecnologie per il mondo consumer. Il messaggio forte è il seguente: sono le aziende che devono adeguarsi a un Paese che marcia a diverse velocità.

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Per leggere il futuro questa volta non bisogna essere particolarmente perspicaci. È lì, sotto gli occhi di tutti, e vede il proseguimento di trend ben delineati.  Piuttosto qualche accelerazione la si potrà vedere sul fronte dell’e-business dove potrebbero avere maggiore forza piccoli segnali già intravisti nel 2011 con l’introduzione di novità che già quest’anno potrebbero offrire segnali importanti. 

Partiamo dalle previsioni di mercato. Di fronte a una recessione forse più forte di quanto dicono le stime, gli ultimi dati di Assinform parlano di un calo del mercato aggregato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi) compreso tra l’1,5 e il 4,1%. Per l’It nel suo complesso (hardware software, assistenza e servizi) il calo atteso è più contenuto, tra l’1,2% e il 2,8%.

Le possibili varianti a questa situazione sul fronte delle Tlc sono la decisione dell’Agcom di stabilire le nuove regole per la rete di nuova generazione e lo sviluppo dell’Lte. Non si tratta di due eventi da nulla, anzi sono due passaggi fondamentali ai quali si aggiungono i 423 milioni stanziati dal governo per l’intervento nelle regioni del Sud per quanto riguarda il digital divide, le Ngn e la qualità dei servizi della Pa. Dopo la ridicola vicenda degli 800 milioni per la banda larga, 400 sono arrivati e concentrano gli investimenti nelle aree dove ce n’è maggior bisogno. Con i tempi che corrono non è poco.

Rimanendo in ambito IT, il cloud crescerà sicuramente anche se non è il caso di aspettarsi accelerazioni fortissime. Secondo un’indagine di Cisco il traffico di rete generato dal cloud aumenta a livello mondiale del 66% ogni anno e Idc stima per il 2012 una spesa worldwide in soluzioni per il computing a nuvola di 42 miliardi di dollari contro i 16 dello scorso anno. Si tratta di un aumento del 27% rispetto a una spesa per le tradizionali soluzioni on premise di 451 miliardi contro i 367 dello scorso anno. La strada è tracciata, ma se si corre lo si fa ancora in termini assoluti modesti.

L’incognita del cloud in Italia riguarda il livello applicativo. Si riuscirà ad andare molto oltre al passaggio della posta elettronica su server piazzati altrove o ci si limiterà all’essenziale?  E poi c’è la grande incognita delle Pmi. Daniela Rao di Idc ha fatto notare che fino a oggi la Nuvola italiana di Telecom ha raccolto 1.500 clienti soprattutto fra aziende di medie e grandi dimensioni. Ma è difficile che il 2012 sia l’anno giusto per scuotere i piccoli. 


 
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