Da un anno c'è un gruppo di lavoro che, per fortuna, sta facendo ogni sforzo per coordinare il movimento univoco dell'industria IT verso il cloud computing. Si tratta del gruppo
DMTF, Distributed Management Task Force che sta anzitutto sfrondando la foresta terminologica cercando di raggiungere alcune definizioni condivise e comuni.Due i documenti prodotti finora:
Architecture for Managing Clouds e il secondo
Uses Cases and interactions for Managing Clouds, ossia le funzioni essenziali per fare interagire due cloud. I documenti sono stati prodotti dal
gruppo formato nell'Aprile 2009 che si chiama Open Cloud Standards Incubator.
Il gruppo DMFT Open Cloud Standard Incubator ha in ruolo di unificare le API per il cloud computing
Il prossimo obiettivo del gruppo è arrivare a un documento provvisorio riguardanti le API d'una infrastructure-as-a-service IaaS grazie al lavoro di un nuovo gruppo: Cloud Management Workgroup. Presiede questi sforzi Winston Bumpus, presidente di DMTF che specifica che per il momento il primo documento riguarda l'essenziale: API che descrivono come sottomettere la richiesta di un lavoro all'esterno, caricarlo in una macchina virtuale, avviare la virtual machine, memorizzare il risultato e terminare il tutto.
Circa le API serve andare rapidi e nello stesso tempo prudenti perché sul mercato non è tutto giuggiole e amore.
VMware va per la sua strada e, con la forza della propria quota di mercato, impone la propria modalità per le macchine virtuali.
Citrix e Microsoft vanno in tandem per proporre Citrix XenServer e Microsoft Hyper-V sui quali stanno trovando autonomamente un terreno comune. Ma sono in antitesi a VMware.
Dei gruppi di lavoro
sulle API non fa parte Amazon che preferisce continuare a proporre ai clienti le proprie API dei servizi cloud EC2.
Segnali positivi comunque ci sono: VMware ha sottoposto le VMware Cloud API lo scorso settembre; a novembre
Fujitsu ne ha proposte altre;
HP ha fatto lo stesso dallo scorso gennaio;
Telefonica in marzo e
Oracle da luglio.
La strada è lunga ma sembra vi sia almeno la volontà di accordarsi. Anche perché il motore immobile è
la pubblica amministrazione americana che sta stabilendo il vero calendario: vuole interoperabilità e standard. Che l'industria si adegui.