Il 29 novembre, scade il termine entro il quale le società costituite entro il 28/11/2008 devono dotarsi della
Posta elettronica certificata (Pec) e comunicarlo al registro delle imprese. Come stabilisce la legge n. 2 del 28 gennaio 2009, la Pec è un passaggio obbligato e diventerà il domicilio legale per imprese e professionisti per la maggior parte delle comunicazioni ufficiali (tributi, multe, cartelle esattoriali, ecc..), la cui trasmissione ha caratteristiche e conseguenze legali, verso gli enti preposti della Pubblica Amministrazione.

Le società che dovessero omettere o assolvere in ritardo all’obbligo rischiano un verbale di accertamento dalla Camera di Commercio per violazione amministrativa, notificato alla società e ai suoi amministratori. La scelta dell’indirizzo Pec, è molto importante perchè diverrà il riferimento legale nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Per questo, ha grande valore il fatto che questo indirizzo resti invariato nel tempo, oltre ad essere eventualmente rappresentativo ed identificativo dell’attività principale dell’azienda, come già oggi avviene per i domini Web.
Il vantaggio di avere una Pec personalizzata sul proprio nome permette di non essere legati ad un dominio generico, e quindi ad uno specifico fornitore, senza possibilità di cambiarlo. Nel momento in cui si volesse passare ad un altro provider, l’utente dovrà sostenere delle spese per comunicare la variazione presso la Camera di Commercio e il rischio di non leggere comunicazioni ufficiali inviate al vecchio indirizzo legato al precedente fornitore.
Posta Elettronica Certificata: come funziona
In un meeeting (tenutosi online) organizzato da Register.it, Paolo Balboni, partner di Ict legal consultino, ha affrontato i termini della questione chiarendo i motivi che hanno spinto verso l’utilizzo della Pec. Chiarito che la scadenza del 29 allinea le discipline fra le società visto che chi si è costituito dopo il 28/11/2008 dovrebbe essersi già dotato di posta elettronica certificata, Balboni ha spiegato come questo strumento va a semplificare i rapporti tra Pubblica amministrazione e società ma anche tra privati e obbliga a una maggiore trasparenza gli uffici della Pa, ai quali permette di avere una migliore efficienza con tempi più rapidi di risposta.
“La Pec - aggiunge Balboni - si va a sostituire in pratica alla raccomandata con ricevuta di ritorno, è un servizio di trasporto tramite il quale viene garantito che le informazioni valgano come prova legale. Viene certificato il fatto che la comunicazione sia stata inviata, l’arrivo e che il contenuto non sia stato corrotto”.
La Pec, è ancora l’opinione dell’avvocato, potrebbe essere vista come la sede telematica dell’impresa perché tutti gli atti e le notifiche possono essere eseguiti tramite questo strumento. “Quando si utilizza viene fornita al mittente una ricevuta che costituisce prova legale della spedizione e della documentazione allegata. Una volta arrivato il messaggio il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta o mancata consegna con una precisa indicazione temporale”. In questo modo l’invio tramite Pec garantisce data e ora riferiti all’accettazione, oltre alla consegna del messaggio e integrità del contenuto.