Telecom Italia s'è convinta a cedere il rame

pubblicato lunedì 19 luglio 2010
Perché la cessione alla nuova impresa non le costerebbe sostanzialmente nulla anzi incasserebbe quei miliardi "di carta" (niente denaro vero, insomma) che in un battibaleno farebbero tornare in bonis i numeri dell'azienda sostanzialmente azzerando i debiti finanziari grazie alla cessione ben ripagata dal punto di vista contabile.

Perché insieme alla cessione a zero oneri si abbinerebbe quella che in borsa si chiama "una call", ossia un patto tra chi cede e chi compra per cui chi compra si impegna a rivendere, in futuro, a chi cede a un prezzo fissato oggi o con un percento d'incremento sul valore stabilito oggi.

Franco Bernabé, AD Telecom Italia, ora sembra si sia lasciato convincere a cedere a una NewCo la rete in rame


In sostanza Telecom Italia:

- si priva della nuda proprietà della rete in rame oggi,

- continuerà ragionevolmente a gestirla pagando un canone prestabilito alla società che l'acquista, un canone che sarà "di mercato" ossia uguale a quello che pagheranno gli altri operatori (che così non hanno più di che lamentarsi per discriminazioni, posizioni dominanti, inciuci e robe varie)

- riduce i debiti contabili così da poter raccogliere sul mercato internazionale nuovo denaro per tornare a investire si spera in Italia e all'estero

- partecipa assieme agli altri, per una propria quota, al progetto comune di Next Generation Network

- tornerà in possesso della rete in rame fra una diecina e più anni a un prezzo prefissato oggi così che il patrimonio si gonfierà di nuovo di un asset che nel frattempo sarà diventato meno cruciale per il fatturato e i servizi perché ci sarà, come per tutti gli altri, la NGN. Ma la vitalità del rame è sempiterna e , fra dieci o più anni, potrebbe tornare comodo utilizzare la "vecchia rete" per offrire servizi particolari su una rete proprietaria senza vincolo di doverne condividere l'uso con i competitor. Insomma, TI tornerebbe proprietaria "a gratis" di ciò che ha oggi ma con la NGN in più pagata e condivisa con gli altri. E l'evoluzione delle tecnologie aiuterà a fare il resto.

Commenti dei lettori (4)
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Commento di Pikazul pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 14:46
Posso chiedere un chiarimento all'autore dell'articolo?
Per chi come me è già in fibra ottica grazie a Fastweb, cosa accadrà quando la NGN raggiungerà la sua abitazione?
L'attuale infrastruttura verrà semplicemente collegata a quella in costruzione o anche noi saremo costretti a fare un passaggio forzato?
Commento di DjToffy pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 14:48
Perché si è convinta? forse perché è una società che ha 40 miliardi di euro di debiti? una società che stà morendo e che presto verrà ceduta a Telefonica? una società che in 10 anni ha perso il 50% dei dipendenti?
forse si sono dati una "piccola" svegliata..
Commento di Francesco Di Martile pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 15:52
@Pikazul
Se sei già raggiunto dalla fibra sei sulla strada dell'NGN che, probabilmente, a te fornirà nuovi servizi, forse nuove e più alte velocità.
Il vincolo a cambiare è, come ho cercato di spiegare, riferito a chi è servito dalle infrastrutture in rame che dovranno essere spostati sulla fibra.
Grazie dei quesiti. Ricorda che stiamo parlando di ipotesi, di probabili scenari. Tutto da vedere, insomma

Francesco Di Martile
Commento di kache pubblicato in data 20 luglio 2010 alle ore 00:26
Sembra effettivamente fattibile.
Inoltre, tutti gli scavi necessari a posare la fibra permetteranno un sostanziale incremento del lavoro e, quindi dell'occupazione.
Come al solito, però, tocca aspettare e vedere se e quando la cosa partirà.
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