Telecom Italia s'è convinta a cedere il rame

pubblicato lunedì 19 luglio 2010
Perché questa ipotesi di cessione della rete in rame dovrebbe essere bene accolta dagli altri operatori?

Per il motivo che, come s'è calcolato più volte, in Italia non c'è spazio per due Next Generation Network in competizione l'una con l'altra.

Anzi, per avere il ritorno dei cospicui investimenti necessari per farne una, bisogna suicidare la rete in rame e costringere tutti gli utenti, man mano che la fibra arriva nei quartieri, ad abbandonare il meno costoso rame e abbracciare, manu militari, la fibra e il digitale. Se anche uno solo resta sul rame il fatturato da lui generato comprometterebbe il ritorno dell'investimento dello scavare trincee e portare la fibra in quel quartiere. Insomma la NGN funziona così: o tutti dentro o non c'è Return On Investment per nessuno.

Uno schema concettuale di Next Generation Network che distingue tra accesso in fibra e servizi erogati


Perché questa nuova impresa dovrebbe essere favorita nella sua costituzione nello scacchiere delle grandi scelte strategiche nazionali?

Perché il marchingegno finanziario "cessione del rame TI-costruzione congiunta della rete in fibra" è già in atto per esempio negli accordi che la Lombardia sta per stipulare con Telecom Italia per il proprio piano strategico di Rete Lombarda in fibra ottica e per la quale ha già accantonato e stanziato investimenti che sono pronti per partire.

Così che se a livello governativo centrale si costruisce una entità in grado di favorire in modo coordinato le iniziative locali (che siano la Lombardia, la Provincia di Trento, l'Emilia, la Toscana o quant'altro) non si disperdono risorse e anche gli investimenti degli operatori indipendenti potrebbero essere messi a fattore comune in un Piano Nazionale NGN nato dalle e con le autonomie e articolazioni locali.

Dove la logica è: chi ha soldi e dà priorità alla NGN fornirà prima degli altri una infrastruttura ultramoderna di connettività, favorirà insediamenti industriali, nuovi servizi, commercio e occupazione. Gli altri seguiranno con tempi più lenti, ma arriveranno comunque all'obiettivo, solo un pochino più tardi.

Riuscirà questo gioco delle tre carte a puntare sulla carta vincente? Speriamo di sì.
Commenti dei lettori (4)
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Commento di Pikazul pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 14:46
Posso chiedere un chiarimento all'autore dell'articolo?
Per chi come me è già in fibra ottica grazie a Fastweb, cosa accadrà quando la NGN raggiungerà la sua abitazione?
L'attuale infrastruttura verrà semplicemente collegata a quella in costruzione o anche noi saremo costretti a fare un passaggio forzato?
Commento di DjToffy pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 14:48
Perché si è convinta? forse perché è una società che ha 40 miliardi di euro di debiti? una società che stà morendo e che presto verrà ceduta a Telefonica? una società che in 10 anni ha perso il 50% dei dipendenti?
forse si sono dati una "piccola" svegliata..
Commento di Francesco Di Martile pubblicato in data 19 luglio 2010 alle ore 15:52
@Pikazul
Se sei già raggiunto dalla fibra sei sulla strada dell'NGN che, probabilmente, a te fornirà nuovi servizi, forse nuove e più alte velocità.
Il vincolo a cambiare è, come ho cercato di spiegare, riferito a chi è servito dalle infrastrutture in rame che dovranno essere spostati sulla fibra.
Grazie dei quesiti. Ricorda che stiamo parlando di ipotesi, di probabili scenari. Tutto da vedere, insomma

Francesco Di Martile
Commento di kache pubblicato in data 20 luglio 2010 alle ore 00:26
Sembra effettivamente fattibile.
Inoltre, tutti gli scavi necessari a posare la fibra permetteranno un sostanziale incremento del lavoro e, quindi dell'occupazione.
Come al solito, però, tocca aspettare e vedere se e quando la cosa partirà.
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