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Banda Larga Italia: investi 13 e ottieni 438 miliardi

di Francesco Di Martile
pubblicato lunedì 31 maggio 2010
QUANTO GUADAGNEREBBE L'ITALIA DALLA REALIZZAZIONE DELLA NGAN
"Considerando un’ipotesi intermedia, ovvero un investimento di 13,3 miliardi di euro per una rete FTTH / P2P con copertura del 50% della popolazione, l’effetto diretto sul PIL viene stimato in circa 17,4 miliardi di euro in 10 anni, con un impatto sull’occupazione stimato in 248.121 unità lavorative ed effetti indiretti sull’economia compresi in una forchetta che va da circa 50 a 420 miliardi di euro. All’interno di questo intervallo il valore che una futura NGN riuscirà realmente a creare per l’economia italiana dipenderà dalla capacità che avrà la nostra economia di riuscire a colmare il suo crescente gap in termini di “digitalizzazione” rispetto ad altri paesi europei, capitalizzando l’utilizzo della NGN in innovazione, miglioramento dei processi di business e crescita della produttività. Per quanto riguarda le ricadute sui singoli settori dell’economia, si è stimato che per ogni euro investito in fibra, in media il 59% della produzione e dei consumi intermedi aggiuntivi si registrerebbe in branche ad alta intensità di lavoro, in particolare nelle costruzioni (il 42,4% nel caso delle reti miste P2P / GPON, il 26,3% per il caso FTTH / P2P e il 34,9% nel caso di FTTB / GPON) e nelle apparecchiature di comunicazione. Indipendentemente dalla scelta sul tipo di investimento, ciò che è emerso con chiarezza è che la realizzazione di una NGN è comunque una scelta obbligata per un’economia che voglia restare nel novero dei paesi più avanzati del mondo."


AGCOM NEL RUOLO DI REGISTA PER STABILIRE STANDARD E DIRITTI RECIPROCI TRA OPERATORI
"I principali risultati cui è pervenuto lo studio riguardano il ruolo che l’Autorità sarà chiamata a svolgere nei prossimi anni per sostenere lo sviluppo delle NGN e NGAN. A tale riguardo risulta centrale l’accesso alle informazioni su co-locazione e capacità delle strutture di rete e delle strutture “serventi” e la relativa la possibilità di richiedere i dati agli operatori. In materia di mappatura delle reti e delle infrastrutture di ingegneria civile, lo studio ha proposto di adattare il modello americano alla situazione del mercato italiano, affidando a un soggetto terzo la mappatura delle sole reti pubbliche e degli operatori privati minori, specie delle reti locali, nonché delle infrastrutture di supporto, con finanziamenti integralmente pubblici.

"l’Autorità dovrebbe svolgere un ruolo propulsivo per facilitare gli accordi tra operatori e tra operatori e proprietari di strutture, utilizzando i poteri regolatori del quadro normativo. In tal senso, è stata proposta l’adozione di una regolamentazione tecnica e di standard da rispettare con l’obiettivo di favorire la co-ubicazione di strutture e macchinari, l’interoperabilità e l’accessibilità delle risorse condivisibili, intervenendo anche sui costi di investimento, attraverso l’adozione di obblighi di posa della fibra per tutti i nuovi scavi per opere civili, o ristrutturazioni di immobili, nonché obblighi di cablaggio negli edifici di nuova costruzione"


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