In attesa del debutto sul mercato italiano dei telefonini attrezzati con la tecnologia Nfc (Near field communication) per i micropagamenti di prossimità presso gli esercizi abilitati, la Banca d’Italia ha chiarito di recente le regole dei pagamenti in mobilità.
L’Istituto di via Nazionale ha stabilito infatti che il telefonino può essere utilizzato come una carta di credito solo per gli acquisti di materiale digitale. Canzoni, film, suonerie e notizie possono quindi usufruire dei pagamenti tramite smartphone (o tablet), mentre nel caso delle operazioni che interessano beni o servizi fisici come il biglietto dell’autobus, l’operazione è possibile se l’operatore telefonico diventa anche un operatore di pagamento riconosciuto da Banca d’Italia. In questo modo, però, l’operatore deve rispettare obblighi e vincoli e presidi di sicurezza di un operatore bancario.
Il decreto attuativo stabilisce anche “l’operatore di telecomunicazione, digitale o informatico non agisca quale mero intermediario del pagamento tra l’utilizzatore e il fornitore di beni e servizi ma apporti a questi ultimi un valore aggiunto (es. funzioni di accesso, ricerca o distribuzione) in assenza del quale non sarebbe possibile usufruire del bene con le medesime modalità; la consegna o l’utilizzo dei beni e servizi in questione siano effettuati tramite il dispositivo di telecomunicazione, digitale o informatico gestito dall’operatore”.
Secondo la Banca d’Italia “il bene o il servizio è qualificato come digitale se esso non è in alcun modo utilizzabile per l’ottenimento di beni o servizi nel mondo fisico: a titolo esemplificativo, non rientra nella fattispecie in esame un titolo di legittimazione elettronico abilitativo all’ottenimento di diversi beni o servizi (es. di trasporto)”.
Ovviamente soddisfatti i responsabili di Movincom, il consorzio formato da 750 esercenti che utilizzano Beemov, un sistema che permette di comprare via cellulare. Così come lo sono Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb, gli operatori mobili che hanno annunciato il lancio di una piattaforma unica attraverso la quale pagare contenuti e servizi digitali tramite credito telefonico. C’è però un rovescio della medaglia: l’obbligo di trasformarsi in un operatore bancario potrebbe ostacolare lo sviluppo del settore, che comunque pare avere buona accoglienza presso i consumatori.