A Manno, vicino Lugano, in Svizzera, hanno iniziato a montare l'
XE6, il primo esemplare della specie che rappresenta il più recente vertice ingegneristico di
Cray, la società sinonimo di supercalcolo.
Presso il
CSCS, Swiss National Supercomputing Centre, sulle rive del Lago, a fine luglio scorso hanno montato il primo cabinet che esce dalla fabbrica di Cray affinché i ricercatori svizzeri collaborino col costruttore alla messa a punto del prototipo di XE6.
Con calma e delicatezza il primo pezzo del Cray XE6 entra nei laboratori CSCS di Manno, vicino Lugano
Già il primo modulo, però, segna tappe importanti nelle capacità di calcolo e nelle sfide tecnologiche superate. Lo chassis, con
20 blade system, ha 160 sockets e utilizza i nuovi processori
AMD Opteron Magny-Cours 6100 da 12 core ciascuno così da fornire un totale di 1.920 core per il calcolo.
Il nomignolo assegnato al nuovo sistema è
Piz Palu e ha una performance di picco teorica di
16 Teraflops al secondo con 2,5 terabyte di memoria.
Altra primizia dell'XE6 montato a Lugano è il
sistema di interconnessione di nuova generazione progettata da Cray e chiamata
Gemini che supera in performance la precedente generazione con tecnologia SeaStar. E i ricercatori si aspettano meraviglie sia da Piz Palu sia dai moduli che man mano si aggiungeranno.
L'investimento previsto a Manno è di
160 milioni di dollari finanziati dal governo svizzero per far sì che
entro il 2012 si arrivi a un sistema che superi il Petaflops al secondo di capacità di calcolo.
Il CSCS è un buon cliente-partner di Cray. Lo scorso anno aveva acquistato e installato il modello
XT5 da 141,6 teraflops basato sugli AMD Opteron 8300 quad-core Shanghai. Lo scorso inverno, quando Cray ha rilasciato le blade con le cpu Istanbul sempre di Opteron AMD ma a sei core e CSCS ha sostituito le precedenti lame portando d'un colpo le performance a 212 teraflops.
Il rendering del Cray XE6 completo