Fiducia e sicurezza
Gli europei non adotteranno una tecnologia di cui non si fidano. L'era digitale non è sinonimo di "grande fratello" né di "cyber far west".
I cittadini europei non si dedicheranno ad attività online più complesse a meno che non sentano di poter fare pieno affidamento, per sé e per i propri figli, sulle loro reti. È imprescindibile affrontare l'emergere della criminalità informatica, dall'abuso di minori al furto di identità agli attacchi informatici, e mettere a punto meccanismi di reazione.
Parallelamente, il moltiplicarsi di basi di dati e nuove tecnologie solleva nuove sfide. Il diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali è un diritto fondamentale nell'UE che deve essere fatto rispettare in maniera efficace online e offline.
Internet è ormai un'infrastruttura di informazione talmente importante, sia per gli individui che per l'economia europea in generale, che i nostri sistemi e le nostre reti informatiche devono essere resistenti e protette da minacce di qualsiasi tipo.
L'agenda digitale si occuperà ad esempio di:
istituire un sistema di risposta immediata contro gli attacchi informatici, compresa una rete di squadre di pronto intervento informatico (CERT) e proporre, nel 2010, di rafforzare il ruolo dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA).
Nel 2010 proporre leggi più severe per combattere gli attacchi ai sistemi informatici e, entro il 2013, avanzare proposte per le relative norme in materia di giurisdizione nel cyberspazio a livello europeo e internazionale.
La Commissione europea sosterrà inoltre l'attivazione di linee telefoniche dedicate a cui bambini e genitori possono denunciare contenuti illeciti e collaborerà con gli Stati membri per insegnare la sicurezza online nelle scuole.
Ai sensi delle norme UE aggiornate in materia di telecomunicazioni, gli operatori e i fornitori di servizi sono obbligati a notificare le violazioni della sicurezza dei dati personali (MEMO/09/568). Nell'ambito del riesame del quadro generale europeo in materia di protezione dei dati, attualmente in corso, verrà valutata anche la possibilità di estendere l'obbligo di notificare gli attentati alla sicurezza dei dati.