È difficile credere ai propri occhi e a ciò che si legge. Stamane giornali e commentatori sono pieni di elogi per i numeri presentati ieri da Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia. La semestrale della corporate sono elogiati perché:
- i ricavi sono stati di 13,223 miliardi (in flessione dello 0,7% e -5,1% in un confronto "organico", depurato da effetto cambi, dismissioni eccetera)
- il margine operativo lordo (EBITDA) è di 5,733 miliardi (+3,4%)
- il margine netto (EBIT) è di 2,882 miliardi (+7,3%)
- l'utile netto è di 1,211 miliardi di euro (+26% rispetto al 2009)
- l'indebitamento netto è di 33,579 miliardi (-370 milioni rispetto a dicembre scorso) dopo oltre 1 miliardo di dividendi pagati. Rispetto al 30 giugno 2009 il debito netto segna -1,280 miliardi)

Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia
Altre notizie riguardano il pagamento al Fisco di 418 milioni, 72 in meno rispetto a quanto accantonato a suo tempo, per "l'affare Telecom Italia Sparkle" ossia la questione della truffa sull'Iva evasa.
Per la recente soluzione trovata col sindacato per la dismissione di personale, TI ha accantonato 240 milioni. A regime il risparmio dalle dismissioni sarà di 400 milioni. (vedi Telecom Italia e sindacati hanno trovato l'accordo).
A livello internazionale continuano le ottime performance del Brasile e finalmente sembra si sia trovato un accomodamento col socio Werthein per il controllo di Sofora in Argentina con un accordo pacifico. TI continuerà a restare lì e, anzi, gestirà Telecom Argentina anche a nome del socio avendo dimostrato di averla risanata e averla portata in utile. Veniamo però alle notizie che riguardano il mercato domestico. E stupisce lo scarso rilievo dato alla frana che riguarda Telecom Italia Mobile.