Trend 2012: il cloud piace anche alle aziende italiane

di Gianni Rusconi
pubblicato martedì 27 dicembre 2011

I servizi di computing nella nuvola di classe enterprise sono una delle leve che favoriranno l’innovazione del business e uno stile di lavoro senza confini. Lo dice l’analisi sui trend tecnologici per il prossimo anno di Verizon, che nel Belpaese punta sul modello pubblico per essere oggi al fianco delle imprese che cavalcano il cambiamento del ruolo dell’It.

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Quali saranno i top trend tecnologici che avranno i maggiori impatti sulle aziende e sui lavoratori nel 2012? Nella lista stilata da società di ricerca e vendor tecnologici le voci che si ripetono sono parecchie e una di queste è come lecito aspettarsi il cloud.

Un fenomeno che, come ha spiegato a IctBusiness Pietro Riva, Sales Manager Southern Europe Security Solutions di Verizon, è un fenomeno per cui si può parlare oggi “di segnali molto incoraggianti. A partire dall’anno passato e soprattutto quest’anno si sono visti i primi risultati significativi in termini di adozione e i primi significativi investimenti operati dalle aziende grandi e medio grandi per essere più pronte a rispondere alle sollecitazioni del business".


Qualche esempio? Realtà come Mossi & Ghisolfi, azienda del settore chimico con un fatturato nell’ordine dei 900 milioni di euro che ha migrato sulla nostra piattaforma cloud di classe enterprise applicazioni critiche in ambiente Sap come la business intelligence e l’Erp, sono la conferma che cambiare il modo di intendere l’It si può e può portare a grandi benefici in termini operativi e gestionali”.

Più in generale, il rapporto delle aziende italiane con la tecnologia continua a riflettere secondo Riva un andamento ondivago, condizionato nel complesso dalla particolare struttura dell’economia nazionale (poche grandi imprese, moltissime Pmi) e comunque non avaro di eccellenze anche a livello di interi settori verticali, come quello del fashion.

Per un vendor come Verizon, il cui target sono le aziende di respiro internazionale con discrete capacità di investimento, la sfida da vincere è soprattutto quella di interpretare le esigenze di Cio che si trovano ad operare con budget a crescita zero e che devono saper gestire la spostamento della spesa verso le aree e i processi dell’azienda più a diretto contatto (e impatto) con il business.

Pietro Riva, Sales Manager Southern Europe Security Solutions di Verizon


Tornano al cloud e a come lo vedono le aziende italiane, non ci sono secondo Riva molti dubbi su quale debba essere il modello che attualmente si fa preferire da parte dell’utenza. “La tendenza che noi osserviamo – ha infatti sottolineato il manager di Verizon – è quella di guardare al cloud in chiave pubblica. Il private cloud può ottimizzare ed efficientare l’esistente ma richiede comunque degli investimenti di tipo up front non sempre sostenibili. Il vero salto, il vero cambiamento è portare sulla nuvola la propria infrastruttura informatica affidandosi a un provider che sappia garantire qualità dei servizi e un’adeguata policy di gestione della sicurezza dei dati”.

Partendo da un presupposto troppo spesso al centro di polemiche senza costrutto. “La rete – ha detto in proposito Riva – è certo un elemento fondamentale per lo sviluppo del cloud e si può assolutamente dire in tal senso che le medie e grandi imprese italiane, quelle che operano nei centri urbani e nei distretti industriali, hanno a disposizione reti ad alta velocità. "L’offerta di banda non manca, il problema, se c’è, non è di natura tecnologica bensì, e il discorso riguarda l’It in genere, di carattere culturale. La media azienda italiana deve andare oltre la sfida che la vede alla costante ricerca del giusto compromesso fra l’investire in tecnologie e il giustificare tali investimenti come realmente funzionali al business”.

 
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