Oltre 1.500 contratti attivati, una buona parte dei quali con aziende di medio grandi dimensioni. Una su cinque è pubblica e il Comune di Milano è fra gli enti di questa lista. I server equivalenti attualmente in esercizio sono 1.753, il triplo rispetto a quelli di un anno fa, mentre è arrivato a 563 terabyte il volume di dati gestito e a 335 terabyte quello delle attività di back up.
È in sintesi – e per vari motivi avaro di cifre per decretarne l’effettivo successo (i manager di Telecom parlano su questo fronte di un business che già oggi genera profitti) – il bilancio del primo anno di vita della
Nuvola Italiana, la piattaforma di cloud computing al servizio delle imprese dell’ex operatore monopolista delle telecomunicazioni.
La ricorrenza, in realtà la Nuvola fu lanciata il 20 settembre 2010, è servita a Telecom per annunciare il terzo capitolo della campagna di comunicazione che interesserà tutti i media e per fare il punto sull’evoluzione della propria offerta in relazione all’evolversi della domanda. Nel claim “L’unico cloud con la rete dentro” c’è di fatto il succo della proposta di cloud computing dell’ex operatore monopolista. Infrastruttura di telecomunicazione, servizi informatici e applicazioni: il puzzle che compone la proposta di Telecom è fatta di tre elementi sostanziali.
Tre sono anche le macro soluzioni rivolte, in modalità servizio e a consumo, alle aziende italiane di medie e grandi dimensioni:
Nuvola It Data Space (dedicata allo storage e confezionata in collaborazione con Emc),
Nuvola It Mobile Apps (per le applicazioni aziendali fruite via device mobili) e
Nuvola It Virtual Desktop (per la virtualizzazione delle postazioni da scrivania). A queste si aggiungono le diverse applicazioni dei partner di Telecom: l’obiettivo è di renderne disponibili qualche migliaio a regime (oggi quelle mobili sono 50 e arriveranno a 100 entro il primo trimestre del 2012).
Il modello Telecom, per chiudere il cerchio, non esclude nessuna modalità di accesso al cloud – pubblico, privato o ibrido – e di tipologia di servizi erogabili (IaaS, PaaS e SaaS, con quest’ultima che spazia dall’Erp al Crm al fleet management fino all’energy management per la Pa) e vede
la componente It e quella telco come un unico elemento che coniuga le prerogative e le specificità di entrambi. Una sinergia importante che l’ex incumbent evidenzia anche con il fatto di proporre la sua piattaforma cloud a “digital divide zero”, garantendo cioè la disponibilità di una linea ad alta velocità ovunque, anche nelle aree scoperte, dove all’occorrenza si fa ricorso delle tecnologie di trasmissione radio.