Dopo dieci anni di attività 3 Italia (X-Series: banda larga tutto incluso con 3 Italia) è finalmente riuscita a mettere a chiudere un bilancio in utile. L'annuncio è stato fatto direttamente da Vincenzo Novari, che non ha fornito i dati consolidati, ma ha rassicurato sui risultati positivi: l'Ebit del 2010n è positivo "per diverse decine di milioni di euro", mentre il fatturato è balzato in avanti del 4 percento, raggiungendo i due miliardi.
Novari ha commentato questo successo dichiarando che "Tutti ci dicevano che contro Tim (Telecom Italia ha il suo AppStore multimarca) e Vodafone (Vodafone porta l’Internet mobile oltre i 40 Mega) non solo non saremmo riusciti a fare soldi ma neppure a sopravvivere".
Il passivo di 3 Italia era di 800 milioni di euro nel 2008, che si sono ridotti a 400 milioni nel 2009. Il merito è dell'azionista Hutchison Whampoa, che ha foraggiato l'azienda italiana con investimenti per 7 miliardi di euro.
Il futuro di 3 Italia non si prospetta però rose e fiori. Molto dipende dalla decisione del Consiglio di Stato riguardo alle tariffe di terminazione (Cosa vogliono gli operatori anti-Comitato NGN?), ossia i rimborsi che spettano all'operatore che gestisce la telefonata. Attualmente è previsto un rimborso di 11 centesimi, ma potrebbe scendere a 9 centesimi, per poi ribassarsi ulteriormente a 4,5 centesimi entro la fine del 2012. Se questo taglio delle tariffe fosse confermato, gli utili dell'azienda rischierebbero di tornare al segno rosso.