I confronti con il 2009 sono ingannatori assai.
Per esempio Paolo Angelucci, presidente di Assinform (l'associazione confindustriale delle imprese ICT) dice che l'indagine congiunturale presso i propri associati sull'andamento della domanda da parte delle aziende clienti (dal manifatturiero ai servizi) nel primo trimestre dell'anno mostra che oltre il 55% dei budget riguardano impegni d'investimento nello sviluppo di nuovi progetti informatici.
"Rispetto al 2009, quando registravamo budget IT in peggioramento per oltre il 70% delle aziende clienti, ci troviamo in una prospettiva completamente ribaltata".
Infatti: se il raffronto parte da un -70%, non c'è che da gioire per un +55%. Inoltre, com'è ovvio, l'indagine parla di marzo, ben prima della tempesta greca d'aprile.
Rembrandt: Cristo nella tempesta
Se ne parlerà
a Milano il 24 maggio alla presentazione dei dati consolidati del 2009 (
Rapporto Assinform 2010) e qualche ragionamento in più sul primo trimestre.
Un segnale di ripresa, dice ancora Angelucci, che deve essere consolidato con "iniziative di natura finanziaria e di politica industriale a sostegno dei progetti d'innovazione delle imprese". Come, per esempio,
l'accordo tra Assinform e Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano per 1 miliardo di euro di finanziamento a progetti a medio-lungo termine comprensivi sia degli investimenti hardware sia di quelli necessari per lo sviluppo software e dei servizi correlati.
Infine l'
appello: "L’IT, con 26% di capitale umano per unità di prodotto, che lo colloca al primo posto fra i settori industriali per intensità di lavoro e con 30% di addetti laureati che lo rende brain intensive - conclude Angelucci – è un settore fondamentale per lo sviluppo del paese e per questo va fortemente sostenutom, per il duplice valore di motore del cambiamento delle imprese e di crescita dell’ occupazione in particolare qualificata. Da questo punto di vista ci auguriamo che il Governo e le istituzioni non sottovalutino i segnali che arrivano dall’economia reale e intervengano con azioni strategiche per l’innovazione”.