Skype, il principale operatore internazionale di VoIP, ha di nuovo i due fondatori alla guida dopo gli anni passati con eBay che se l'era comprata anni fa. A Zennstrom e Friis è tornata voglia di Initial Public Offering per raccogliere 100 milioni di dollari
Skype, il principale operatore internazionale di telefonia VoIP, ha di nuovo i due fondatori alla guida, dopo essere stata acquisita da eBay anni fa. A Zennstrom e Friis è tornata voglia di Initial Public Offering, IPO, per raccogliere 100 milioni di
Mentre tutti aspettano che Facebook sbarchi in Borsa, ma bisognerà aspettare almeno un paio d'anni, è Skype che si rifà sotto e questa volta con una Initial Public Offering (IPO) che si propone di raccogliere 100 milioni di dollari.
La società del Lussemburgo fondata nel 2003 e che vanta di avere 560 milioni di utenti registrati dei quali sono attivi tra 52 e 124 milioni (una forchetta un po' ampia, si direbbe) di utenti attivi; dei quali 8,1 milioni di clienti che hanno una sottoscrizione pagata ai suoi servizi, ora si ritiene pronta per sbarcare in Borsa.
Anni fa era sul punto essere già collocata in borsa ma eBay puntò forte e con 2,65 miliardi se la portò a casa. L'idea era di utilizzare la tecnologia voIP e la grande base di clienti Skype per proporre e ampliare servizi aggiuntivi alle aste online di eBay.
Ma la cosa non funzionò per mille problemi sia tecnici sia strategici e di management. Al punto che i due fondatori di Skype, Niklas Zennstrom e Janus Friis, sono stati indotti a riprendersi i propri giocattoli e lasciar perdere le cause che avevano inacidito la relazione con gli acquirenti eBay.
Con i due fondatori di nuovo in resta di Skype torna la voglia di IPO. Anche se i numeri finanziari non è che siano da strabuzzare gli occhi: su 406,2 milioni di dollari il profitto di metà anno è stato di 13,1 milioni. Lo scorso anno, però, il fatturato era stato di 325 milioni di dollari. Insomma, il raffronto dei numeri porta in favore di Skype il fatto che la sua popolarità non diminuisce anzi incrementa soprattutto da quando è possibile usarne i servizi per far videochiamate. Anzi, il 40% del traffico di Skype è ormai su chat testuali e videochiamate. Non altrettanto brillante, però, è la dimostrazione che Skype sia una macchina da profitti.
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