Sul suo sito web, il gruppo alberghiero francese presenta la camera ideale del 2030: pareti, specchi e finestre come display e realtà aumentata per offrire al cliente un’esperienza unica, in cui la camera diventa estensione della destinazione. Nel 2018, Accor Hotel è già impegnata a costruire quel futuro nel suo Pullman Hotel di São Paulo: la società ha investito nell’utilizzo del riconoscimento facciale in sostituzione alle chiavi magnetiche, dando la possibilità ai suoi clienti più fedeli di sperimentare la novità e di fornire commenti per migliorarne l’applicazione.

 

Come racconta Zdnet, l’obiettivo è quello di implementare una tecnologia per cui l’ospite potrà abbandonare l’uso delle tessere per l’accesso alla propria camera, velocizzando e migliorando il servizio offerto al cliente.

 

Questo progetto si inserisce all’interno di un più ampio piano di differenziazione dell’offerta che sta travolgendo in generale tutto il settore alberghiero. In controtendenza rispetto alle critiche mosse contro l’utilizzo di tali tecnologie nella vita quotidiana, dalla Cina, con i dubbi sorti in merito all’utilizzo del riconoscimento facciale da parte della polizia, agli Usa, in cui ad aprile è partita una class action contro il “Suggerimento Tag” di Facebook, l’implementazione di tecnologie avanzate da parte di aziende operanti nel settore turistico costituisce un forte vantaggio competitivo.

 

(Foto: Accor Hotels)

 

Scopo principale è la fidelizzazione del cliente, che avviene semplificando i processi interni, dal suo arrivo alla sua partenza, grazie al supporto della tecnologia. Intelligenza artificiale in reception, introduzione di tablet ed e-reader nelle camere, installazione di pannelli nei corridoi che offrano tour virtuali della città: il settore alberghiero si trasforma, stupisce il cliente e ne intensifica l’esperienza di permanenza.