06/08/2010 di Redazione

Acer punta alla Cina, terra promessa dell'ICT

I primi sei mesi dell'anno per Acer Gruppo si sono chiusi con 9,7 miliardi di dollari di fatturato, in crescita del 31 per cento rispetto al 2009. Ma la novità vera è l'accordo con Founder Technology, il costruttore cinese di proprietà dello Stato, col qu

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I primi sei mesi dell'anno di Acer Gruppo chiudono a 9,7 miliardi di dollari con un incremento del 31 per cento sul 2009; un margine operativo lordo di 264 milioni e un utile netto di 213 milioni.

La sola Acer Inc. invece segna nei sei mesi 4,7 miliardi di dollari (+26%), margine operativo di 128 milioni e utile netto di 11 milioni.

La novità del nuovo semestre Acer però viene dalla Cina, la nuova terra promessa dell'Information and Communication Technology. Solo dal mercato cinese Acer conta di ricavare 2,5 miliardi di dollari il prossimo anno. E' lì che muove Gianfranco Lanci, ceo di Acer worldwide, con un accordo strategico con Foundry Technology.

Il logo di Founder Technology


Founder Technology Group Corporation nasce nel 1993 come costola della Università di Pechino ma la sede centrale è a Shanghai. E' posseduta totalmente dal Governo cinese e si occupa di personal computer, periferiche, eccetera.

Da quanto si riesce a capire occupa almeno 5.000 persone e va ben oltre il miliardo di dollari di fatturato (ma non si sa quant'è). Ha una fabbrica a Dongguan di 250mila metri quadri in cui lavorano in 2.500. Esporta per il 20% i propri prodotti, prevalentemente con marchi altrui. Il marchio col quale distribuisce in Cina è Fang Zheng, tra i più noti grazie alla estremamente capillare presenza sul territorio d'una nutrita rete di vendita soprattutto nelle aree rurali e nelle piccole province del continente cinese.

La fabbrica Founder nel distretto industriale di Suzhou


E' a questa rete che ha mirato Acer. Lo scorso maggio aveva stipulato un primo accordo con Founder Technology e ora ne ha perfezionato ed esteso gli obiettivi.

Acer diventerà, in sostanza, la fabbrica di pc e periferiche per conto di Foundry che pure continuerà a lavorare nella propria factory di Suzhou. La rete commerciale di Foundry potrà, così contare su un portafoglio d'offerta più ampio e Acer su una economia di scala dei propri prodotti che incrementa almeno d'un ordine di grandezza visto la vastità e le prospettive del mercato cinese.

La Cina, è evidente, diventerà in breve tempo il primo mercato per qualunque cosa riguardi l'Information Technology. Il primo costruttore che si assicura una rete di vendita sul territorio vincerà. L'accordo Acer-Founder Technology mira proprio a questo. Founder continuerà a fornire direttamente la Pubblica Amministrazione cinese e le grandi aziende statali. Acer potrà contare sui negozi Founder, sull'assistenza capillare, così da incrementarela propria quota di mercato nel mercato cinese.

Attualmente Acer è in seconda posizione nell'Asia-Pacifico con un 12,3% di quota di mercato, ma con la Founder Business Operation (è il nome dato al nuovo accordo e col quale Acer proporrà i propri prodotti) conta di fatturare in Cina 2,5 miliardi di dollari già dal prossimo anno e arrivare in breve in terza posizione nel mercato cinese. L'obiettivo, ovvio, è salire in fretta la classifica.

Intanto il fondatore ed ex-ceo di Founder Technology entra come General Manager di Founder Business Operation e sarà a fianco di Oliver Ahrens, ceo di Acer China.

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