Nuovi licenziamenti in programma per Microsoft: 2.850 lavoratori dovranno lasciare l’azienda da qui alla metà del 2017, secondo quanto si desume dal rapporto sulle performance finanziarie depositato, come annualmente richiesto alle aziende quotate, alla  Securities and Exchange Commission statunitense. È un nuovo passo, evidentemente, necessario per un’azienda che fra i successi recenti può annoverare il cloud di Azure e il sistema operativo Windows 10 fresco di primo compleanno, ma certo non le vendite degli smartphone Lumia.

Smartphone che erano stati comprati da Nokia nel 2014, subito prima dell’addio di Steve Ballmer, per ben 7,2 miliardi di dollari. I Windows Phone, poi diventati Windows Mobile, erano stati una scommessa ambiziosa, che puntava a scalfire il duopolio di iOS e Android con un hardware solido, una offerta ben segmentata per prezzo e un sistema operativo valido e razionale.

Gli ingredienti fatalmente mancati in questo mix sono state le applicazioni, innanzitutto, e poi la scarsità di accordi con i carrier sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo. La stessa Microsoft sotto la guida di Satya Nadella ha poi smesso di puntare sui Lumia, riducendo il numero dei lanci e addirittura, in alcuni casi, anteponendo le piattaforme concorrenti nel rilascio di nuove app (come nel caso della recente Microsoft Pix).

Dal documento consegnato alla Sec non è possibile capire quali aree geografiche saranno coinvolte dai nuovi tagli, che si aggiungono ai 1.850 già annunciati quest’anno e ai 7.800 del 2015. Si sa, invece, che riguarderanno personale di vendita e addetti della divisione mobile (hardware).