Adobe ha diffuso i risultati finanziari relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale 2014. I risultati sono in chiaroscuro: se da una parte aumentano i ricavi dall'altra l'utile si dimezza. La software house statunitense ha registrato ricavi pari a 1.005 miliardi di dollari, raggiungendo l'obiettivo fissato tra 975 milioni e 1,025 miliardi.  Nello stesso periodo del precedente esercizio i ricavi si fermavano a quota 995,12 milioni.

Merito dei 2.810.000 abbonamenti a Creative Cloud, in crescita di 502 mila unità rispetto al dato del secondo trimestre 2014. L'incremento dei ricavi è stato in gran parte generato dalle attività ricorrenti (63%): i ricavi di Digital Media sono saliti a 1,62 miliardi e quelli di Creative a 1,40 miliardi.

"Nel terzo trimestre, il 63% dei nostri ricavi è derivato da attività ricorrenti, a dimostrazione del successo della del nostro modello di business" commenta Mark Garrett, vice presidente esecutivo e direttore finanziario di Adobe. Positivi anche i risultati di Adobe Marketing Cloud, con ricavi pari a 290 milioni di dollari.

Veniamo ora alle note dolenti. L'indebolimento del margine lordo (dall'85,2% all'84,3%) e l'aumento delle spese operative (+4,9%) hanno determinato una significativa flessione dell'utile netto, che nello stesso periodo del precedente esercizio raggiungeva la quota di 83 milioni di dollari (0,16 dollari per azione). Oggi registra un calo del 46% attestandosi a 44,7 milioni di dollari (0,9 dollari per azione).

L'utile per azione è sceso da 0,32 a 0,28 dollari, centrando comunque il consensus che era compreso fra 0,22 e 0,28 dollari. Nel trimestre in questione la società ha acquistato circa 1,9 milioni di azioni proprie restituendo circa 133 milioni di dollari di cassa agli azionisti, a Wall Street intanto, il titolo perde il 4,51%