“L’operazione non solleverebbe dubbi relativi alla libera concorrenza”, con queste parole la Commissione Europea ha scolpito il via libera all’acquisizione di Alcatel-Lucent da parte di Nokia. L’affare si farà, ora servirà soltanto il tempo per completare i passaggi burocratici, ma per l’organismo comunitario non sussistono pericoli di compressione del mercato. “Malgrado la nuova realtà deterrà il 30% del market share per una serie di competenze specifiche”, scrive la Commissione in un comunicato stampa, “la sovrapposizione delle attività delle due aziende è effettivamente limitata. Nokia detiene infatti una forte presenza all’interno dell’area economica europea, dove Alcatel-Lucent è un player piccolo. Al contrario, Alcatel-Lucent è forte in Nord America, dove le attività di Nokia sono ancora abbastanza ridotte”. Insomma, proprio la differente “dislocazione” territoriale delle due entità spazzerebbe via ogni possibile preoccupazione.

La Commissione fa inoltre notare come sul suolo europeo siano attivi anche altri colossi delle telecomunicazioni: Ericsson e Huawei, rispettivamente primo e (futuro) terzo operatore di reti wireless; così come la cinese Zte e la sudcoreana Samsung. Questi due operatori al momento sono ancora di nicchia nel Vecchio Continente, ma probabilmente accresceranno il proprio market share nei prossimi mesi. Samsung in particolare, grazie allo sviluppo delle nuove generazioni di sistemi di comunicazione, come il 4 e il 5G.

Insomma, Nokia e Alcatel-Lucent potranno convolare a nozze. Quando? Probabilmente, il matrimonio da 15,6 miliardi di euro avverrà già entro la prima parte del 2016. La sede rimarrà a Helsinki, il nuovo colosso manterrà il nome Nokia Corporation e sarà ancora gestito da manager provenienti dall’azienda finlandese. Entrambe le società europee escono da periodi travagliati e sono state costrette a liberarsi delle divisioni che realizzavano telefoni cellulari. Nel 2014 Nokia ha ceduto il comparto Lumia a Microsoft – affare ballerino, che ha messo in difficoltà la stessa casa di Redmond –, mentre Alcatel-Lucent è appena uscita da un piano di riordino “lacrime e sangue”, che ha comportato diecimila licenziamenti e dismissioni per un valore totale di seicento milioni di euro.

 

 

L’obiettivo di Nokia è comunque chiaro: malgrado la compagnia abbia annunciato più volte di non volere uscire definitivamente dal mercato dei dispositivi mobili, l’attività principale sarà comunque nel campo delle reti. Il gruppo ha infatti deciso da tempo di liberarsi di tutti gli asset meno produttivi. Se la divisione brevetti Nokia Technologies dà ancora i suoi frutti, servizi come le mappe di Here sono considerati ormai per persi. Dopo una gara inizialmente condotta da Uber e Facebook, sembra che il comparto “geografico” finlandese finirà nelle mani di una cordata tedesca formata da Audi, Bmw e Mercedes-Benz. Lo split dalla casa madre non si è ancora avverato ma, forse, è solo questione di tempo.