Se per voi sono familiari gli adeguamenti normativi 231, 262, 81, 196, ISO 9000/14000/18000, SA8000, OHSAS, la valutazione dei rischi, i controlli interni, la GRC in generale e l'IT Audit vuol dire che siete sensibili alla nascita di aiComply, uno spinoff dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza", facoltà d'Ingegneria, e alcuni professionisti specializzati sui temi della valutazione del rischio e l'adeguamento alle norme per la sicurezza, la tutela dei diritti privati e così via.
Roberto Cecilia Santamaria, ingegnere de “La Sapienza”, un passato in Accenture ed alla guida anche di Agic Consulting, è il CEO di aiComply.
"Le aziende devono gestire in modo ordinato e integrato i sempre più numerosi adempimenti e controlli che le normative obbligatorie e facoltative richiedono e soltanto con l’utilizzo di specifiche soluzioni tecnologiche basate sul digitale, peraltro già disponibili, potranno riuscirvi. Ci troviamo agli inizi di un forte cambiamento di gestione di tali problematiche all’interno delle imprese, un cambiamento epocale paragonabile a quanto già avvenuto quindici anni orsono con l’avvento dei sistemi ERP, quando le aziende iniziarono ad integrare applicazioni e processi fino ad allora separati. Per affrontare questo atteso cambiamento c’è bisogno di competenze specifiche, nuovi strumenti e nuovi approcci, concreti ed innovativi, che aiComply ha predisposto attraverso l’unione del mondo accademico con quello consulenziale”, dice Santamaria.
In pratica la squadra di aiComply è composta da consulenti e professori universitari con decennale esperienza nel campo dei modelli organizzativi e su una piattaforma software realizzata su tecnologia Microsoft SharePoint indirizzata alla gestione, in prospettiva anche via web, della compliance anche per le piccole e medie imprese.
La piattaforma software di aiComply permette, tramite il monitoraggio dei parametri di rischio, di disporre di un cruscotto delle compliance che permettono di misurare il rischio effettivo, e dà alla proprietà e al management gli elementi per poter intervenire con opportuni interventi di “remediation”.