Hanno calcato le sue scene mostri sacri della recitazione come Mariangela Melato, Vittorio Gassman, Dario Fo, Eduardo De Filippo, Umberto Orsini, Toni Servillo. Con i suoi quasi oltre ottocento posti di capienza e la sua travagliata storia (l'edificio ospite risale al Diciassettesimo secolo, ma è stato più volte danneggiato e ristrutturato), il Teatro Carignano è uno dei simboli della città di Torino. Ma oggi, sotto la gestione della Fondazione Teatro Stabile di Torino, è anche un esempio di innovazione tecnologica all'insegna dei “consumi intelligenti”, quelli che mirano allo stesso tempo al risparmio e al rispetto dell'ambiente. Può dirsi, anzi, il teatro più “ecologico” d'Italia grazie a un progetto di riqualificazione energetica realizzato con le soluzioni della startup piemontese Enerbrain.

Si puntava ad abbattere i costi di riscaldamento e raffreddamento, ma anche a migliorare il comfort degli spettatori e la qualità dell'aria in uno spazio decisamente ampio e composito. Il teatro si sviluppa infatti su circa 3.800 metri quadrati fra platea, gallerie, palcoscenico, foyer, camerini e guardaroba, ambienti caratterizzati da dimensioni e utilizzi differenti.

Enerbrain ha quindi osservato e analizzato le temperature dei diversi ambienti dell’edificio, suddividendoli in zone termiche. Si è poi proceduto con l'installazione del sistema di monitoraggio, e lo si è fatto in due tempi: dapprima sono stati applicati dei sensori e un energy meter per la contabilizzazione dei consumi elettrici, mentre in un secondo tempo è stata pianificata la fase di attuazione vera e propria.

 

È stato installato un sistema composto da 14 sensori ambientali e da nove attuatori che affiancano, senza sostituirli, gli impianti di climatizzazione esistente e che monitorano regolarmente parametri come l'umidità, la temperatura, il livello di anidride carbonica e il numero di persone presenti nell'edificio. Sulla base di questi dati l'attività degli impianti di riscalcamento e raffreddamento viene gestita dinamicamente e in automatico: un algoritmo di machine learning permette al sistema di affinare continuamente la propria programmazione per cancellare ogni possibile spreco e per ottenere qualità dell’aria e temperatura ideali sui quasi quattromila metri quadri di superficie. I dati raccolti vengono elaborati da algoritmi adattativi (capaci cioè di capitalizzare le informazioni per far evolvere il sistema nel tempo) e trasmessi in real time agli attuatori, i quali intervengono sulla regolazione dei parametri. Una dashboard analitica, accessibile da Pc o attraverso un'applicazione per smartphone, consente di monitorare tutti i principali parametri energetici dell'edificio.

 

 

 

"Il teatro è un luogo perfetto per il nostro sistema per via dell'ampiezza e soprattutto per l'enorme flusso di persone”, sottolinea Giuseppe Giordano, Ceo di Enerbrain. "L'andirivieni provoca cambiamenti continui sui quali i sensori incidono perfettamente, riducendo gli eventuali sprechi di calore e modulando in maniera costante la temperatura". Risultato: condizioni di temperatura ideali per attori, spettatori e personale e qualità dell'aria migliorata, a fronte di una riduzione percepibile sia della bolletta, sia dell'impatto ambientale. La spesa energetica del teatro è, infatti, diminuita del 23%, mentre il taglio delle emissioni di CO2 dall'avvio del progetto all'estate prossima è stato quantificato in 15 tonnellate (la quantità assorbita da 99 alberi). Un vero e proprio “retrofit energetico” che ha reso smart un edificio con oltre 300 anni di storia, trasformandolo nel teatro più “green” d'Italia.