Alcatel Lucent: 490 esuberi in Italia, tagli all’R&D

di Redazione
pubblicato giovedì 26 gennaio 2012

Annunciato un significativo piano di riorganizzazione della multinazionale, che prevede una cost riduction di 500 milioni di euro. La forbice al personale interessa 400 addetti della sede di Vimercate e le attività di ricerca e sviluppo del settore Optics. I rappresentanti sindacali hanno chiesto l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

La storica sede di Alcatel Lucent di Vimercate vive giorni molto difficili. Martedi 24 si è tenuto il previsto incontro al Ministero dello Sviluppo Economico dove l’azienda ha confermato il quadro negativo già fornito alla riunione ECID (CAE) dello scorso 18 gennaio, indicando le ricadute occupazionali nel nostro Paese.

Ieri è andato in scena un’assemblea molto affollata e annesso sciopero per informare i lavoratori dei provvedimenti in essere (stato di agitazione nel gruppo, blocco degli straordinari e delle flessibilità in tutte le sedi) e decidere ulteriori iniziative di mobilitazione.

L'ingresso della sede di Vimercate di Alcatel Lucent


E tutto questo perché l’Italia risulta essere, insieme al Belgio, la nazione più colpita dai tagli con poco meno di 500 unità e solo a Vimercate, dove la multinazionale franco-americana occupa 1.240 persone, sono circa 400 gli esuberi previsti.

Il piano 2012 prevede una riduzione di costi complessiva di 500 milioni di euro e un riposizionamento strategico delle attività di Ricerca e sviluppo verso le soluzioni IP e mobile. Per quanto riguarda la riduzione delle spese, la riorganizzazione comporta complessivamente 490 esuberi, così ripartiti: 65 esuberi nelle aree pre-sales, sales, funzioni centrali della Region; 25 nella Global Custom Delivery; 25 in Supply Chain, Delivery Operations e Ingegneria Industriale; 15 nelle altre funzioni centrali (HR, Finance, Marketing e Comunicazione); 360 nelle attività R&D relative allo strategico settore Optics.

Alcatel Lucent ha confermato inoltre il piano di riduzione dei lavoratori ex-interinali della sede di Trieste, con una riduzione di circa 200 unità nel corso del 2012, e comunicato di aver individuato una società interessata all’acquisizione dei lavoratori della controllata (la Softeco, società di ingegneria e servizi software ICT) di Genova.

Il Coordinamento sindacale di Alcatel-Lucent ritiene inaccettabile un piano di ristrutturazione che prevede la perdita di quasi 700 posti di lavoro e ha chiesto l'intervento diretto del ministro Corrado Passera affinché prenda contatti entro un mese (per tale scadenza il Ministero ha riconvocato una nuova riunione fra le parti) con i vertici della multinazionale.

Dura, come immaginabile, la presa di posizione delle parti sindacali nei confronti dell’azienda: “Il piano di tagli, se attuato, significherebbe il disimpegno della multinazionale dall’Italia. Non possiamo accettare la cancellazione di attività, fino a ieri considerate strategiche per l’azienda, senza che vengano assegnate nuove attività di ricerca e sviluppo ai team del nostro Paese.... Siamo sconcertati da un management che prima sostiene che il problema di Optics siano le sedi frammentate sul territorio, e dopo pochi mesi mette in discussione tutta la R&D…. La presenza di ALU in Italia è sempre stata legata alle competenze tecnologiche presenti, al di là della dimensione del mercato nazionale. Sarebbe grave se l’azienda decidesse di passare a un’ottica puramente commerciale”.


A cura di Sindacatonetworkers.it

 
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