Gli smart speaker Amazon Echo diventano sempre più tuttofare con Alexa Guard: un nuovo servizio che la società di Jeff Bezos ha appena lanciato negli Stati Uniti, gratuito ma al momento disponibile solo per coloro che abbiano risposto a un link di invito circolato negli ultimi mesi. La novità era stata annunciata per la prima volta a fine 2018 e debutta, dunque, solo come anteprima e solo oltreoceano, mentre non è dato sapere se e quando verrà estesa all’Europa. Come il nome suggerisce, si tratta di un servizio basato sul software di intelligenza artificiale presente nativamente all’interno degli smart speaker di Amazon (Echo, Echo Plus, Echo Show, Echo Dot, Echo Spot ed Echo Input) e supportato da una rosa di dispositivi di altri vendor, tra lampadine Wi-Fi (quelle di Philips, per esempio), interruttori, webcam, videocitofoni e altro ancora.

Con questo ecosistema di dispositivi supportati, Alexa Guard può fare diverse cose per potenziare la sicurezza domestica. Per attivare la modalità di “guardiano”, è sufficiente impartire uno specifico comando vocale (“Alexa, I’m leaving”) e da quel momento il sistema può rilevare una serie di eventi, a seconda degli oggetti smart presenti in casa e a seconda delle impostazioni scelte dall’utente.

Attraverso un dispositivo Echo, Alexa Guard può, per esempio, riconoscere il suono specifico di un rilevatore di fumo o monossido di carbonio, così come il rumore di un vetro infranto, e inviare prontamente una notifica sullo smartphone del proprietario di casa. Con il comando “Alexa, I’m leaving”, inoltre, si può attivare contemporaneamente sia Alexa Guard sia i sistemi di sicurezza di Ring (citofoni), ADT Pulse e ADT Control (webcam, chiavi smart e relative app). Se un Amazon Echo è collegato a una lampadina smart, invece, Alexa Guard può accendere e spegnere la luce in base ad algoritmi di machine learning che mimano gli effettivi comportamenti degli inquilini dell’abitazione, per simulare la presenza di qualcuno in casa e scoraggiare eventuali ladri.

Le notifiche di Alexa Guard vengono inviate ai singoli utenti tramite app a scopo “informativo”, ha sottolineato Amazon, mentre non possono allertare forze dell’ordine o a servizi di sorveglianza privati. D’altra parte l’intero meccanismo si basa sulla presenza di una connessione Internet, che in un dato momento potrebbe essere o non essere disponibile per qualsiasi ragione. Si tratta comunque di opzioni interessanti, che possono effettivamente potenziare la sicurezza domestica ma che sollevano anche inevitabili dubbi di privacy specie alla luce dei passati cyberattacchi a oggetti IoT come le webcam (il caso eclatante fu, nel 2016, quello di Mirai). Per rassicurare almeno in parte queste giuste preoccupazioni, Amazon ha fatto sapere che i dati dell’attività di Alexa Guard possono essere cancellati manualmente dall’applicazione per smartphone o dalla pagina Web delle impostazioni di Alexa.