L’azienda più innovativa al mondo non è Apple, non più. Alphabet, la holding che include Google, conquista l’oro nella annuale classifica The most innovative companies” di Boston Consulting Group, scalzando la rivale di Cupertino da un primo gradino del podio che occupava ininterrottamente dal 2005. E quest’anno a Apple non va nemmeno l’argento bensì il bronzo, perché Amazon la precede. Dopo le tre “A” del podio c’è Microsoft, a dimostrazione del buon lavoro svolto da Satya Nadella per rinnovare (specie con il cloud, l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e l’apertura al mondo open source) un colosso del software fino a poco tempo fa quasi sinonimo di azienda “tradizionale”, per quanto tecnologica.

Lo studio misura il grado di innovatività delle aziende nell’anno precedente, dunque in questo caso del 2018. Che cosa è successo a Apple, ha smesso di essere innovativa? A ripensare a tutti i lanci di prodotto di tecnologie consumer degli ultimi anni, verrebbe piuttosto da dire che la Mela ha continuato sfornare invenzioni, ma la concorrenza ha imparato a farlo altrettanto bene o forse anche meglio e più tempestivamente. Ad aprire la strada agli smartphone con angoli arrotondati “Edge” e a quelli con schermo pieghevole sono state aziende come Lg, Samsung e Huawei, e non la casa madre dell’iPhone.

Alphabet/Google, scrive Boston Consulting Group, si è meritata la vittoria perché è stata capace di puntare sull’intelligenza artificiale a molti livelli, e basti pensare alle evoluzioni di Android, alle funzioni di automazione introdotte in Gmail, alla sperimentazione della guida driverless di Waymo. Amazon, che nel 2005 era diciassettesima, ha scalato le posizioni anno dopo anno grazie all’uso dell’intelligenza artificiale nella piattaforma di e-commerce, nel software di riconoscimento vocale Alexa e nei servizi cloud di Aws. Apple, sebbene scesa di due gradini nel 2018, è ancora un leader di innovazione grazie al lavoro fatto con Siri e iOS. Microsoft, spiega Boston Consulting Group, “si è trasformata da software company a fornitore di intelligenza artificiale e di servizi basati su piattaforma”.

 

 

 

 

La classifica prosegue con quattro nomi appartenenti all’industria tecnologica, sebbene specializzati in ambiti diversi: Samsung (che immaginiamo esservi stata inclusa sia per i meriti dei Galaxy, sia per i progressi nello sviluppo di chip di memoria), Ibm (i cui oltre 100mila brevetti parlano da sé), Netflix (apripista del modello di successo dei contenuti video in streaming a pagamento) e Facebook (che a dispetto degli scandali ha continuato a sviluppare nuovi formati e strumenti, come per esempio le dirette video). Fuori dal settore Ict, ma notoriamente coraggiosa nell’innovare, c’è al nono posto Tesla, mentre chiude la top-10 Adidas. La tedesca è l’unica società europea tra le prime dieci. Una menzione d’onore la merita Sap, che dalla 42esima casella della scorsa edizione della classifica è balzata alla 28esima.