A gennaio Eric Schmidt lascerà l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione di Alphabet, la holding che fra le altre cose controlla anche Google. Il manager ha dichiarato di volersi dedicare alla filantropia, ma manterrà comunque un posto nel board e continuerà a collaborare con la società come consulente. Schmidt è la persona che, insieme ai due fondatori Sergey Brin e Larry Page, ha contribuito a far diventare prima Google e poi Alphabet i colossi come li conosciamo oggi. Amministratore delegato di Big G sin dal 2001, è poi diventato presidente esecutivo nel 2011. Carica che ha mantenuto nel 2015, dopo la creazione di Alphabet. Dietro l’enorme successo del gigante californiano, in particolar modo a livello finanziario, c’è soprattutto lui. Schmidt fu in grado di capire la portata rivoluzionaria della creatura di Page e Brin, scommettendo tutta la propria carriera professionale in quel progetto.

Basti ricordare, ad esempio, che a fine anni Novanta i due fondatori di Google decisero di offrire per un milione di dollari la propria azienda a Excite, la quale rifiutò l’acquisizione anche dopo che la cifra fu portata a 750mila dollari. nel 2016 Big G ha fatturato 90 miliardi di dollari e oggi ha una capitalizzazione di mercato di oltre 741 miliardi. “Larry, Sergey, Sundar (attuale Ceo di Google, ndr) e io crediamo sia giunto il momento per questa transizione”, ha spiegato Schmidt.

“La struttura di Alphabet funziona, Google e gli altri business sono floridi. Negli ultimi anni ho passato gran parte del mio tempo a occuparmi di scienza, tematiche tecnologiche e filantropiche. Ho intenzione di continuare a occuparmi di questi temi”, ha aggiunto il manager. Sicuramente Schmidt potrà godersi parte della ricchezza accumulata in questi anni. Secondo Forbes è il 119esimo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 11 miliardi di dollari. Alphabet ha annunciato che il prossimo presidente del Cda non avrà ruoli esecutivi.